Olimpia Morata: gli anni della formazione umanistica raccontati da Antonella Cagnolati e Sandra Rossetti

Giovedì 25 gennaio alle 17 conferenza nella sala Agnelli della biblioteca comunale Ariostea (via delle Scienze 17, Ferrara)

Olimpia Fulvia MorataFERRARA – E’ incentrata sugli anni della formazione culturale di Olimpia Morata la prima delle tre conferenze, giovedì 25 gennaio 2018 alle 17 nella sala Agnelli della biblioteca comunale Ariostea (via delle Scienze 17, Ferrara) che Antonella Cagnolati e Sandra Rossetti dedicheranno alla celebre umanista ferrarese del ‘500. I

l ciclo di incontri, che ha per titolo ‘Genius in abiti femminili: Olimpia Fulvia Morata’, è promosso dal Servizio Biblioteche e archivi del Comune, dall’Associazione Olimpia Morata di Ferrara e dall’Associazione Amici della biblioteca Ariostea, e proseguirà con le conferenze in programma il 22 febbraio 2018 alle 17, con il titolo ‘Esilio religionis causa: Olimpia in Germania’, e il 22 marzo 2018 sempre alle 17 alla biblioteca di via Scienze, con il titolo ‘La creazione del mito’.

LA SCHEDA a cura degli organizzatori

Ciclo di conferenze sulle biografie di donne ferraresi

Il ciclo di conferenze che verrà proposto annualmente ha l’esplicito scopo di illuminare alcune figure nate e/o vissute a Ferrara che si sono distinte nell’ambito della cultura, lasciando cospicue tracce di sé nell’epoca in cui vissero, per essere tuttavia in seguito dimenticate e talvolta obliate completamente. Per il 2018 si è scelto di dedicare tre conferenze alla figura di Olimpia Fulvia Morata, prodigio di erudizione, le cui vicende giovanili si dipanarono nella Ferrara rinascimentale.

Ella nacque nel 1526 a Ferrara, fu allevata ed educata dal padre Fulvio Pellegrino Morato all’amore per la cultura classica. Avendo creato una piccola “accademia femminile” presso la corte ferrarese, Renata di Francia aveva chiamato a vivere nel castello alcune giovinette che avrebbero formato un ideale gruppo di scolare per condividere gli insegnamenti con la figlia Anna, la quale avrebbe così trovato in loro compagne di studio e di giochi, ma anche esempi da emulare. Fra queste giunse anche Olimpia nel 1540, anno che possiamo indicare verosimilmente come data del suo ingresso a corte. Dunque Olimpia si trovò a vivere in un ambiente colto: grazie alla fornita biblioteca di corte e ai libri che Renata aveva acquistato espressamente per le compagne di studio della figlia Anna, anche Olimpia ebbe facoltà di dedicarsi all’approfondimento delle opere classiche: nei suoi scritti si può sempre sentire l’eco di un profondo conoscimento, non solo formale o retorico bensì culturalmente meditato, della classicità greca e latina, con frequenti riferimenti e citazioni che ben esprimono richiami a momenti personali di vita e di riflessioni filosofiche. L’anno 1548 può davvero dirsi annus horribilis per il destino della giovane Olimpia: il padre muore e la condizione della sua famiglia diventa oltremodo precaria. La sorte le avrebbe riservato ancora pochi anni di vita, donandole brevi sprazzi di serenità grazie all’amore del marito, il tedesco Andreas Grundler, e molte sofferenze fino alla precoce morte avvenuta a soli 29 anni nel 1555 ad Heidelberg.

La prima conferenza intende analizzare gli anni giovanili di Olimpia: la famiglia, il decisivo ruolo svolto dal padre nella formazione della giovane, nonché l’atmosfera dotta dell’ambiente ferrarese che gravitava intorno a Renata di Francia, in cui la giovinetta ebbe modo di interiorizzare una vasta e profonda cultura classica sotto la guida di maestri oltremodo eruditi quali Kilian Sinapius.

Il calendario completo degli eventi e delle attività culturali, aperti liberamente a tutti gli interessati, in programma nelle biblioteche e archivi del Comune di Ferrara su: http://archibiblio.comune.fe.it