A New York presentato il Festival Verdi 2017

Bonaccini: “Appuntamento di assoluto rilievo nel panorama musicale internazionale, la cultura importante fattore di sviluppo per un’Emilia-Romagna che attrae sempre più appassionati e turisti”.L’apertura a Parma il 22 settembre, 4 nuove produzioni: Jerusalem, La traviata, Stiffelio e Falstaff. La direttrice del Teatro Regio, Anna Maria Meo: “La prossima edizione dedicata ad Arturo Toscanini, cosa che ci rende particolarmente orgogliosi”. L’incontro fra il presidente della Regione e il direttore dell’Istituto italiano di cultura a New York, Giorgio van Straten

Stefano Bonaccini e Giorgio van StratenBOLOGNA – L’Emilia-Romagna espone un altro dei suoi gioielli nella vetrina di New York: il Festival Verdi, a Parma e Busseto dal 28 settembre al 22 ottobre prossimi, presentato nel tardo pomeriggio di ieri all’Istituto italiano di cultura della metropoli americana dal direttore generale del Teatro Regio di Parma, Anna Maria Meo, direttore istituto cultura Italiano NY e dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, negli Stati Uniti per una missione istituzionale con imprese e sistema regionale dell’alta formazione dedicata all’internazionalizzazione e all’attrazione di investimenti.

Dunque, dopo i settori dell’Automotive e dei bigdata, al centro di incontri e workshop con operatori, investitori e centri di ricerca, la cultura. “Il Festival Verdi– ha affermato Bonaccini alla prima della rassegna dedicata alla stampa e agli operatori turistici americani- è un appuntamento di assoluto rilievo nel panorama musicale internazionale, riconosciuto dallo Stato italiano tra le manifestazioni di rilevante interesse nazionale. Una eccellenza assoluta, che rappresenta bene la cifra culturale di un territorio che sa conciliare tradizione e innovazione, lavorare in un’ottica di sistema collegando gli aspetti culturali, turistici ed economici, con l’obiettivo di valorizzare a 360 gradi l’Emilia-Romagna. Non a caso la nostra regione ha chiuso il 2016 con oltre 50 milioni di visitatori se consideriamo i comparti non tradizionali, fra cui proprio gli eventi musicali, un traguardo reso inoltre possibile dal boom delle città d’arte. A dimostrazione che la cultura è, anche, un importante fattore di sviluppo”.

“Giuseppe Verdi– ha proseguito il presidente della Regione- è e sarà sempre uno fra i migliori rappresentante nel mondo della nostra regione, protagonista sanguigno e di genio, amante della terra e dei suoi frutti, innovativo, aperto, ambasciatore e anima del nostro territorio”.

Anna Maria Meo e Stefano Bonaccini“Parma è la sola città al mondo a organizzare un festival interamente verdiano- ha sottolineato Anna Maria Meo– e questo rappresenta per noi una sfida importante, che peraltro ha visto chiudere la scorsa edizione con grandi numeri. La prossima sarà dedicata ad Arturo Toscanini, cosa che ci rende particolarmente orgogliosi, un altro gigante della cultura italiana, anche lui parmigiano come Verdi, nato nella vicina Busseto. E bisogna ricordare che proprio negli Stati Uniti scelse di venire a vivere Toscanini quando l’Italia entrò nel periodo nero del fascismo”.

Proiezioni e, soprattutto, le performance dal vivo di arie verdiane offerte da tre grandi artisti come i tenori Nadine Sierra e Michael Fabiano e dalla soprano Maria Agresta hanno caratterizzato la presentazione del Festival Verdi nella Grande Mela, cui seguiranno quelle di Monaco di Baviera (22 febbraio), Stoccolma (15 marzo) e Londra (23 marzo), un roadshow internazionale realizzato grazie alla collaborazione tra l’assessorato regionale alla Cultura, la Fondazione Teatro Regio, Apt Servizi Emilia-Romagna, Parma Incoming, Enit e Istituti italiani di cultura (IIC).

La proposta presentata al mercato americano è quella di una completa immersione nell’arte e nella vita di Giuseppe Verdi: dalla sua musica, che sarà al centro di esclusive serate nei teatri storici di Parma e Busseto, alla scoperta dei luoghi verdiani (Parma, Busseto, Roncole Verdi e Sant’Agata), fino alla passione per l’agricoltura e ai prodotti delle sue terre, che era solito condividere con i suoi ospiti più importanti.

Prima della presentazione del Festival Verdi, il presidente Bonaccini ha incontrato nel suo studio il direttore dell’Istituto italiano di cultura di New York, Giorgio van Straten, che lo ha accolto nello splendido e storico stabile al 686 di Park Avenue. Un colloquio nel quale approfondire l’impegno della Regione Emilia-Romagna per la cultura, con i fondi raddoppiati dall’attuale Giunta, e l’attività dell’Istituto di cultura, fondamentale nel far conoscere la cultura e il patrimonio artistico nazionale in una città aperta al mondo come New York.

Il programma e storia del Festival Verdi

Nel cartellone 2017 del Festival, dedicato ai 150 anni dalla nascita del Maestro Arturo Toscanini, sono in programma quattro nuove produzioni: Jérusalem che apre il festival il 28 settembre al Teatro Regio, è affidata a un cast d’eccezione e alla bacchetta di Daniele Callegari; La Traviata, si avvale per l’allestimento del team creativo di Andrea Bernard, vincitore dell’European Opera-directing Prize, ed è diretta da Sebastiano Rolli; Stiffelio, vede Graham Vick affrontare l’impresa di una nuova produzione al teatro Farnese con protagonisti, tra gli altri, Luciano Ganci, Maria Katzarava, Giovanni Sala diretti da Guillermo Garcia Calvo ed infine in Falstaff, troviamo come protagonista della nuova produzione Roberto de Candia, con Riccardo Frizza sul podio e la regia di Jacopo Spirei. Chiude il programma di 5 titoli, la Messa da Requiem, in programma il 7 e il 19 ottobre, che vede sul palco la Filarmonica Arturo Toscanini, il Coro del Teatro Regio di Parma e Anna Pirozzi, Veronica Simeoni, Antonio Poli, Riccardo Zanellato guidati da Daniele Callegari. Si tratta di un programma di grande impegno, sia dal punto di vista artistico che produttivo, in cui i nuovi allestimenti vengono realizzati in 3 spazi diversi, sono coinvolte due differenti orchestre, due cori, e oltre 40 artisti, tra giovani cantanti e solisti affermati.

Il Festival Verdi è l’unico dedicato esclusivamente allo studio e alla produzione delle opere di Giuseppe Verdi, considerato il maggior compositore al mondo. È stato inaugurato dal Teatro Regio di Parma nel 2001, nel Centenario della morte del Maestro. Da allora straordinari interpreti sono stati protagonisti del Festival, tra i direttori: Bruno Bartoletti, Riccardo Chailly, Daniele Gatti, Lorin Maazel, Zubin Mehta, Riccardo Muti, Daniel Oren, Antonio Pappano and Yuri Temirkanov e tra i registi: Hugo De Ana, Dante Ferretti, Peter Greenaway, Denis Krief, Pier’Alli, Pier Luigi Pizzi, Stefano Poda, Pier Luigi Samaritani, Graham Vick.

Nell’edizione 2016 il festival ha visto il record assoluto di spettatori e di incasso, grazie al sostegno delle istituzioni, Comune di Parma e Regione Emilia-Romagna in primis, e dell’imprenditoria privata del nostro territorio, che ha dimostrato fiducia nel progetto.
Un progetto che vede il Festival Verdi sempre più al centro di un sistema musicale e che si sostanzia in azioni concrete: con l’introduzione della figura di un Direttore musicale, nella persona del M° Roberto Abbado; con l’istituzione di un Comitato scientifico di altissimo livello, diretto da Francesco Izzo, tra i massimi esperti verdiani internazionali; con l’accordo siglato grazie all’Assessorato Cultura della Regione Emilia-Romagna con la Fondazione del Teatro Comunale di Bologna, che da quest’anno parteciperà con Orchestra e Coro a due delle quattro nuove produzioni del Festival, affiancando la Filarmonica Arturo Toscanini e il Coro del Teatro Regio di Parma guidato dal Maestro Martino Faggiani, naturali e solidi partner artistici del Festival. Sul piano delle relazioni internazionali, da segnalare l’assegnazione al Festival Verdi del premio internazionale European Opera-directing Prize, con la scelta da parte di Opera Europa di ospitare a Parma, in Italia per la terza volta nella sua storia, il convegno annuale che porterà nella nostra regione i rappresentanti di oltre 170 teatri e festival del mondo; con la candidatura agli International Opera Awards di Giovanna d’Arco di Peter Greenaway.
Info : www.festivalverdi.it

(foto: 1) Stefano Bonaccini con Giorgio van Straten – 2) Stefano Bonaccini con Anna Maria Meo)