Per Natale cappelletti e tagliatelle all’uso di Romagna, secondo ricetta artusiana a Eataly Romagna Forlì

Eataly ForlìFORLÍ – La cucina tradizionale era scandita, un tempo, sul doppio binario dei cicli stagionali e del calendario liturgico. Naturalmente il Natale era per tutti, osservanti o meno, la festa più importante e nelle tavole romagnole il re della pasta era il cappelletto in brodo.

Nella notte santa, in attesa della messa di mezzanotte, si era soliti prepararli. La sfoglia morta d’ovi, per cuocerli il giorno, veniva tagliata a quadri e chiusa prima che si irruvidisse e anche i bambini correvano in soccorso. Il compenso naturalmente cambia di casa in casa, ma da noi si facevamo soprattutto senza carne. Invece il brodo, più o meno lungo in base al numero dei commensali, si faceva con il cappone (“quel rimminchionito animale che si cede in olocausto agli uomini a Natale”), possibilmente tagliato con carne di manzo.

Se i corsi in Casa Artusi cercano di persuadere ogni donna e ogni uomo che fare la pasta a mano ci guadagna tanto il gusto e si potrebbe perfino impiegare meno tempo, tenendo presente anche la cottura, rispetto a quella “compera” (come si diceva un tempo, quando la pasta industriale era nelle cucine un’ eccezione da giustificare al marito) ora negli scaffali di Eataly Romagna a Forlì si trova bella e pronta.

Si parla di diverse tipologie di minestre (come si chiama in Romagna la pasta) a partire da cappelletti e tagliatelle all’uso di Romagna, rispettivamente ricetta n. 7 e n. 71 del bibbia gastronomica artusiana con ingredienti di qualità e locali, pronti proprio per le imminenti feste natalizie.

È la conclusione di un accordo che vede protagonisti Casa Artusi, l’azienda Michelis che rifornisce gli Eataly di tutto il mondo e Eataly Romagna Forlì con laboratori di fiducia, quale percorso di valorizzazione della cucina domestica.

Dunque in attesa della partenza dei corsi di cucina previsti nell’aula Artusi a Eataly, ecco pronta una soluzione immediata.

Quindi pronti per il Natale in arrivo.