Modena: occupazione Sant’Eufemia, le famiglie non si presentano

All’incontro col Comune i rappresentanti del collettivo. Urbelli: “Non sappiamo chi siano e quali bisogni abbiano gli occupanti. Preoccupazione per l’illegalità”

MODENA – “Abbiamo ascoltato e ribadito ancora una volta la nostra disponibilità a incontrare le famiglie, anche in piccoli gruppi, per capire quali sono i loro specifici bisogni e valutare possibili percorsi di intervento da parte del Servizi sociali, sempre e solo nell’ambito delle regole valide per tutti i cittadini”. Lo afferma l’assessora al Welfare Giuliana Urbelli dopo l’incontro avvenuto ieri pomeriggio, martedì 5 aprile, presso la sede del settore. All’incontro, a cui ha partecipato anche l’assessore alla Sicurezza del territorio Gabriele Giacobazzi, erano state invitate le famiglie che stanno occupando l’edificio dell’ex caserma Sant’Eufemia; si è invece presentata una rappresentanza del collettivo e, insieme a loro, un paio di occupanti.

“Attualmente – afferma l’assessora – come Servizi sociali aiutiamo in vari modi oltre 1700 nuclei; per capire come intervenire nei confronti di queste altre famiglie, che al momento attuale non sappiamo nemmeno quante siano, da dove vengano e quali bisogni esprimano, abbiamo bisogno innanzitutto di capire chi sono”. L’assessora ha quindi definito l’incontro di oggi “interlocutorio” esprimendo “preoccupazione per il permanere di una situazione di illegalità che probabilmente coinvolge minori e che potrebbe avere ripercussioni civili e penali di cui ora non si immaginano gli esiti. Ai nostri interlocutori – continua – abbiamo confermato la necessità di conoscere le persone, italiane e straniere, e i loro problemi. È questo il presupposto per avviare un dialogo finalizzato a verificare la possibilità di percorsi di sostegno, fermo restando la condanna per un atto illegale”.