Modena: La convivenza al centro del ciclo “L’antibarbarie”

Venerdì 7 aprile in Galleria Europa gli interventi di Ilda Curti e Carlo Altini. Sabato 8 all’ex Poste il seminario a cura di Punto d’Accordo/Centro Mediazione conflitti

piazza grande duomo ghirlandinaMODENA – Vivere come ricchezza la pluralità delle relazioni nelle comunità, vincere le paure e i pregiudizi, favorire la coabitazione delle differenze, costruire un ‘futuro amico’. Sono gli ingredienti de “L’Arte complessa della convivenza, dal globale al locale”, che è anche il titolo dell’incontro in programma venerdì 7 aprile. A parlarne, alle 18, nella Galleria Europa di piazza Grande saranno Ilda Curti esperta di rigenerazione urbana, presidente Associazione Iur Innovazione Urbana e Rigenerazione e Carlo Altini professore di Storia della Filosofia dell’Università di Modena e Reggio Emilia.

Sabato 8 aprile sarà invece la volta del seminario su “Conflitti e convivenza” a cura del “Punto d’Accordo/Centro di Mediazione dei conflitti; per iscriversi al seminario in programma all’ex Poste di via Nicolò dell’Abate 74, dalle 9 alle 13: tel. 059 2033465, puntodaccordo@comune.modena.it.

Entrambi gli appuntamenti rientrano nel ciclo di incontri “L’antibarbarie, la via della nonviolenza e del dialogo per affrontare paure e pregiudizi e rispondere al bisogno di relazioni eque, di sicurezza e di pace” promossi grazie a una partnership tra il centro territoriale del Movimento Nonviolento, la Casa per la Pace, il Punto d’accordo/Centro di mediazione dei conflitti e l’Ufficio Politiche Europee e Relazioni Internazionale del Comune di Modena con la collaborazione di Libreria Ubik Modena.

L’obiettivo del ciclo “L’antibarbarie” è fare conoscere e dimostrare la credibilità e l’efficacia di strumenti e strategie nonviolente per affrontare e trasformare costruttivamente i conflitti componente naturale nelle relazioni. Imparare modalità e tecniche per gestirli con mezzi pacifici è condizione per evitare che degenerino in scontro insanabile, violenze o guerra.

In questa “rivoluzione culturale” si colloca anche un radicale ripensamento delle idee di nemico, difesa, patria. La nuova frontiera per cercare la pace è quella di sostituire la cultura e gli strumenti di guerra con una nuova cultura e con nuovi strumenti, civili e non armati, per affrontare le grandi criticità del mondo contemporaneo. L’alternativa è tra la barbarie e una nuova strada fondata su valori nonviolenti. (Per informazioni: europedirect.comune.modena.it)