Modena, gioco di ruolo per una rete a sostegno delle vittime

Mercoledì 6 aprile 40 studenti interpretano assistenti sociali, poliziotti e psicologi. Laboratorio teatrale condotto da Teatro dell’Argine e Fondazione per le vittime

MODENA – Mercoledì 6 aprile il progetto “Noi parti offese. Solidarietà in scena” approda all’istituto Cattaneo Deledda di Modena. Il progetto, coordinato dal Teatro dell’Argine in collaborazione con la Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati, a cui aderisce il Comune di Modena, ha già portato in città lo scorso 24 marzo la lettura teatrale “I bambini non hanno sentito niente”.

Mercoledì 6 aprile sarà invece la volta di un’attività teatrale rivolta agli studenti e finalizzata a sensibilizzarli sul tema, le condizioni e i bisogni delle vittime dei reati.

Dalle 9 alle 13 presso l’istituto Cattaneo Deledda si svolgerà il laboratorio teatrale a cui parteciperanno due classi dell’indirizzo Servizio socio sanitari di terza e quarta, quasi una quarantina di studenti. L’attività sarà condotto da attori del Teatro dell’Argine attraverso un gioco di ruolo e sarà presente anche la direttrice della Fondazione emiliano-romagnola, Elena Buccoliero che impersonerà proprio il suo ruolo di direttrice.

Un attore interpreterà una vittima di reato e gli studenti coinvolti costituiranno la comunità che insieme dovrà elaborare un progetto di aiuto alla persona offesa. I ragazzi si suddivideranno in tre gruppi e di ciascuno faranno parte un po’ tutti gli attori del sociale. Nella distribuzione dei ruoli ci saranno quindi dottori e poliziotti, avvocati e insegnanti, psicologi e operatori sociali, tutti abitanti di un luogo ipotetico ma molto realistico dove si è verificato un fatto molto grave, quello che la persona offesa racconterà, e su cui si è chiamati a immaginare un progetto di aiuto. Le tre storie che verranno narrate sono ispirate ad alcuni dei moltissimi fatti su cui la Fondazione è intervenuta in questi anni in cui sono coinvolti soggetti minorenni come vittime, dirette o indirette, e in un caso anche come autori del reato. Si parlerà del figlio di un uomo rapinato da un gruppo di adolescenti, una ragazza adescata in rete e poi violentata da un adulto, i figli di una donna maltrattata per anni dal partner padre dei minori. Come nella realtà è il sindaco a presentare la sua richiesta, così nel gioco ogni gruppo eleggerà un sindaco che si faccia portavoce e ogni primo cittadino presenterà alla Fondazione ciò che si è verificato nella sua città, le necessità attuali e i finanziamenti richiesti. I ragazzi dovranno infine decidere come utilizzare i contributi della Fondazione.

La mattinata è promossa in collaborazione con l’Ufficio Politiche per la legalità e le sicurezze del Comune.