“LUS” e “E’ BAL”: col Teatro delle Albe la voce diventa musica

Doppio appuntamento con la storica compagnia ravennate, in scena martedì 27 settembre a Rimini con due testi del poeta Nevio Spadoni: alle 21 Ermanna Montanari diretta da Marco Martinelli dà voce a Bêlda, guaritrice e veggente che lotta con l’ipocrisia di paese. A seguire Roberto Magnani e Simone Marzocchi raccontano ‘il ballo’ di Ezia per sfuggire alla solitudine

ermanna-lusRIMINI – Due storie di donne Belda e Ezia, strette nella vita di paese. Due racconti dove la musica è protagonista e la si trova nelle corde di un contrabbasso, nel tintinnio metallico di strumenti mai visti, ma soprattutto nelle parole, che incantano, spiazzano, stridono.

Due spettacoli-concerti visionari, ispirati dalla penna del poeta romagnolo Nevio Spadoni e portati sul palcoscenico da una delle più affermate compagnie italiane, il Teatro delle Albe arricchiscono il programma collaterale della Sagra Musicale Malatestiana di Rimini, con uno speciale appuntamento in programma martedì 27 settembre.

Si comincia alle 21 al Teatro degli Atti con LUS, concerto con Ermanna Montanari, Luigi Ceccarelli e Daniele Roccato, diretto da Marco Martinelli, per poi spostarsi alle 22 alla sala Pamphili del Complesso degli Agostiniani per E’ BAL, spettacolo di e con Roberto Magnani e Simone Marzocchi. Una serata inedita e dedicata al dialetto come lingua di scena, percorso che il Teatro delle Albe ha abbracciato con lungimiranza da oltre vent’anni, mostrandone la forza poetica e musicale.

ebal_1Teatro in musica che fa parte del lungo curriculum di Ermanna Montanari, co-fondatrice delle Albe e tra le più apprezzate interpreti sulla scena italiana (tre premi Ubu all’attivo), che insieme a Luigi Ceccarelli ha già firmato L’Isola di Alcina a La mano. Connubio che si è rinnovato con LUS (‘luce’, (‘luce’, produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione), un poemetto di Nevio Spadoni in lingua romagnola centrato su Bêlda, veggente e guaritrice delle campagne romagnole di inizio Novecento. Una figura potente di donna vittima dell’ipocrisia del paese, che nell’orgoglioso grido di rivolta contro la codardia degli uomini si permette un maleficio di morte ai danni di un “pretaccio”, colpevole di aver disseppellito la madre di lei. In questo concerto, il testo-preghiera-maledizione di Spadoni si sposa con un’architettura sonora originale realizzata da Luigi Ceccarelli e Daniele Roccato (contrabbassista solista e compositore), in un’alchimia che vede in scena tre figure duellare con i loro “strumenti”: la voce caleidoscopica della Montanari, Ceccarelli con il suo computer per l’elaborazione elettronica in tempo reale, e Roccato con il suo contrabbasso. LUS è un concerto che racconta, senza raccontare, la magia incantatoria dei suoni, antica come il mondo, incarnata con forza nel nostro presente, nelle “facce”, malate e abbacinate, nei gorghi di colore, sangue e mercurocromo dipinti ad acquerello da Margherita Manzelli.

“Nevio Spadoni ha scritto per me Lus, sulfureo poemetto in versi, dalla consistenza di grosse zolle di campo arato: questa materia bruna, generante, che al sole pare metallo, descrive bene la mia voce, come un fascio di rovi scorticanti – scrive Ermanna Montanari – Smangiata dall’ira, violata, senza possibilità di perdono, Bêlda invoca la luce, su di lei e sul mondo, la desidera per sé e per il mondo: “Signore non ci vuoi più?” chiede nella sua mirabile lingua di contadina, dopo aver scomposto e dilaniato la sua voce in un maleficio di vendetta contro il prete del villaggio. E ci spinge a perderci nelle “larghe” dei campi, a sfregarci gli occhi con la guazza del mattino per non diventare ciechi del tutto. Per non perdere la voce”.

Nasce da un testo di Nevio Spadoni anche E’ bal, lo spettacolo di e con Roberto Magnani (attore nato e cresciuto nella fucina della ebal_2‘non-scuola’ delle Albe) e il musicista Simone Marzocchi. E’ bal racconta la storia di Ezia, donna emarginata di un paese della campagna romagnola, vittima delle dicerie della gente, continuamente in cammino alla ricerca di un uomo da sposare. Questo suo andare in cerca assomiglia a un ballo, un continuo sgambettare che smuove tutto il corpo della giovane donna. Ezia è vittima dell’abbandono: ricorda solo una vecchia giostra, teatro a quanto pare del primo incontro con quel cavaliere che l’ha lasciata sola a ballare questa danza folle, che assomiglia a un sogno, che è la vita.
Con questo spettacolo Roberto Magnani prosegue il suo percorso di esplorazione del dialetto intrapreso nel 2009 con Odiséa di Tonino Guerra, affiancandosi al poliedrico compositore e trombettista Simone Marzocchi, che già da alcuni anni collabora con le Albe e che porta avanti da tempo una ricerca sul suono e sul linguaggio informale in musica.

“Quando abbiamo iniziato a lavorare, ci siamo accorti che ancora prima delle immagini, l’anima del lavoro stava dentro al nostro orecchio – spiega Roberto Magnani – I suoni hanno preceduto e generato le visioni. Siamo partiti pensando alla voce di Ezia, come a un suono metallico pieno di ruggine, stridente, in contrasto con la musicalità del verso quinario del testo di Nevio. A partire da questa idea di suono-voce abbiamo pensato, inventato e costruito tre strumenti, tutti di metallo, che oltre alla tromba di Simone avrebbero musicato la storia e costituito gli elementi scenici. Mentre il lavoro nasceva e prendeva corpo, pensavo al “dialetto di ferro”, a quella potente immagine-concetto creata da Ermanna diversi anni fa, in cui faceva coincidere lingua materna e invenzione di oggetti di scena: ‘Il ferro è metallo fecondo e infernale insieme, principio attivo che apre la terra, è strumento satanico della guerra e della morte, ma è anche pietra guaritrice, il ferro è semplicemente metallo volgare, dialetto”.

Ingresso unico ai due spettacoli 12 euro.

Per ulteriori informazioni

Comune di Rimini Settore Cultura via Cavalieri 26 47921 Rimini
tel. 0541.704294 – 704296
http://www.sagramusicalemalatestiana.it

Per informazioni di biglietteria:
Per informazioni tel. 0541. 0541 793811 dal martedì al sabato dalle 10 alle 14 e martedì e giovedì dalle 15.30 alle 17.30 – biglietteriateatro@comune.rimini

BIOGRAFIE
Teatro delle Albe/Ravenna Teatro
Nel 1983 Marco Martinelli, Ermanna Montanari, Luigi Dadina e Marcella Nonni fondano il Teatro delle Albe. La compagnia sviluppa il proprio percorso intrecciando alla ricerca del “nuovo” la lezione della tradizione teatrale: il drammaturgo e regista Martinelli scrive i testi ispirandosi agli antichi e al tempo presente, pensando le storie per gli attori, i quali diventano così co-autori degli spettacoli. Gli spettacoli evidenziano una poetica rigorosa, raffinata, emozionante, capace di restituire alla scena la sua antica e potente funzione narrativa. Fondamentale all’interno del Teatro delle Albe, oltre alla direzione artistica di Martinelli, le accensioni visionarie e la vocalità inquietante della Montanari e il lavoro di attore-autore di Dadina, è l’apporto degli attori e attrici cresciuti nella fucina della non-scuola: Alessandro Argnani, Luca Fagioli, Roberto Magnani, Michela Marangoni, Laura Redaelli e Alessandro Renda. Nel 1991 nasce Ravenna Teatro, Centro di produzione riconosciuto dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, che porta avanti con il sostegno del Comune di Ravenna un’originale pratica di “coltura” teatrale della città, intrecciando le programmazioni di Teatro Contemporaneo, la stagione di teatro di tradizione e i laboratori della non-scuola negli istituti di Ravenna, laboratori che dal 2001 ha portato anche in Italia e nel mondo.

Ermanna Montanari
È fondatrice, attrice, autrice e scenografa del Teatro delle Albe. Per il suo lavoro di attrice-autrice, e in particolare per uno straordinario percorso di ricerca vocale, riceve prestigiosi riconoscimenti tra i quali: tre Premi Ubu come “miglior attrice italiana”; “Golden Laurel” del Festival Internazionale Mess di Sarajevo come miglior attrice; Premio “Lo straniero” dedicato alla memoria di Carmelo Bene; Premio Eleonora Duse. Nel 2011 ha assunto la direzione artistica del Festival internazionale di Santarcangelo. Ha al suo attivo pubblicazioni per diverse riviste letterarie e libri di teatro: Ubulibri, “The Open Page”, “Teatro e Storia”, Titivillus, Luca Sossella Editore. Nel 2012 è uscita per Titivillus la biografia di Laura Mariani Ermanna Montanari: fare disfare rifare nel Teatro delle Albe.

MARCO MARTINELLI
La critica specializzata e gli studiosi hanno sottolineato “il talento di un regista fra i più intelligenti e originali” (Palazzi), vedendo nella forza espressiva del drammaturgo-regista e nella vitalità delle Albe “un uomo-teatro iperrealista e un collettivo di irriducibili individualità” (Meldolesi); e l’esperienza di “meticciato teatrale” tra attori italiani e senegalesi (da anni componente stabile della compagnia) è stata definita come “l’ultima riprova che la fabbrica del teatro africano è in Europa, come già ci avevano ammonito Genet e Brook” (Quadri). Direttore artistico di Ravenna Teatro dal 1991 al 2014, ha ricevuto riconoscimenti nazionali e internazionali (Premio Ubu per “la drammaturgia sui classici” nel 1997, alla “miglior regia” nel 2007, premio speciale a “Eresia della felicità” nel 2012 e per la “drammaturgia” nel 2013, Premio Hystrio 1999, Premio Mess Sarajevo 2003), ha pubblicato i suoi testi teatrali con Ubulibri, Danilo Montanari Editore, Editoria e Spettacolo, L’ancora del mediterraneo.

Luigi Ceccarelli
Si dedica dagli anni Settanta alla composizione musicale elettroacustica con particolare attenzione allo spazio sonoro ottenendo vari premi internazionali quali IMEB di Bourges, Ars Elettronica di Linz, premio “Hear” della televisione Ungherese, premio “Opus” del Conseil de la Musique du Quebec. Opera in ambito teatrale come musicista collaborando con alcune compagnie tra cui il Teatro delle Albe e Fanny & Alexander. Per queste composizioni riceve il Premio Ubu, il premio del Bitef Festival di Belgrado e del Mess Festival di Sarajevo. È tra i fondatori di Edison Studio con cui ha creato le colonne sonore di vari film degli anni Dieci. È titolare della cattedra di Musica Elettronica presso il Conservatorio di Musica di Perugia.

ROBERTO MAGNANI
Attore, scrittore, sceneggiatore. Nel 1998 viene scelto per interpretare uno dei dodici palotini nello spettacolo I Polacchi, testo e regia di Marco Martinelli. Lo spettacolo raccoglie un successo internazionale. Entra a far parte stabilmente del Teatro delle Albe e lavora in tutti gli spettacoli successivi della compagnia. Dal 2002 è guida nei laboratori della nonscuola. Nel 2009 si cimenta con il dialetto nell’opera di Tonino Guerra Odisèa a cui segue E’ bal di Nevio Spadoni nel quale ha accanto Simone Marzocchi. Dal 2015 è direttore artistico del festival di poesia di Seneghe Cabudanne de sos Poetas. Collabora a diverse riviste e ha partecipato a trasmissioni radiofoniche di Radio Rai 3 come l’episodio di Storyville dedicato a Eminem. Nel campo cinematografico è protagonista del film La destinazione, regia di Piero Sanna nel 2000.

Simone Marzocchi
Musicista, compositore, didatta, nasce a Lugo nel 1982. Diplomato in tromba sotto la guida di Andrea Patrignani all’istituto pareggiato “G.Verdi” di Ravenna. Ha frequentato per sei anni il corso di analisi e composizione al Conservatorio di Musica “B.Maderna” di Cesena sotto la guida dei G.Cappelli, L.Lollini, C. Boncompagni e C.Scannavini. Ha collaborato come musicista e compositore con diverse realtà musicali e teatrali italiane. Attualmente è prima tromba dell’Orchestra Arcangelo Corelli di Ravenna e del quartetto di ottoni Youbrass ensemble; collabora come musicista e compositore col Teatro delle Albe, la compagnia Un’Ottima Lettera, l’associazione RiBellarti, i gruppi Xtravagance Core, 64 Slices of American Cheese, Johnny & Mongo. Nel 2015 ha debuttato alla regia d’opera con L’Elisir D’amore di G.Donizetti. È attivo nella ricerca sonora contemporanea legata alla tromba e alla voce.

Nevio Spadoni
Ha pubblicato diverse raccolte di poesie in romagnolo tra le quali Par su cont, A caval dagli ór, e monologhi teatrali come Luṣ e La Pérsa. È inserito in diverse antologie italiane e straniere e collabora a riviste letterarie. Ha ricevuto prestigiosi premi tra i quali il Premio Guido Gozzano, tra i più importanti premi letterari d’Italia per Cal parôl fati in ca. Con il testo L’isola di Alcina, nell’allestimento del Teatro delle Albe, ha ricevuto la nomination al Premio Ubu come “migliore novità italiana”. Di lui si sono occupati numerosi poeti e critici, tra i quali Mario Luzi, Gianni Celati, Franco Loi, Ezio Raimondi, Giorgio Bàrberi Squarotti, Clelia Martignoni.