Luisa Guidone è la Presidente del Consiglio Comunale di Bologna

Eletta durante la prima seduta dell’Assemblea. Marco Piazza Vice Presidente

stendardo bolognaBOLOGNA – Luisa Guidone, 32 anni, eletta nelle file del Pd, è la nuova Presidente del Consiglio Comunale di Bologna, per il mandato 2016-2021. Il Vice Presidente del Consiglio Comunale è invece Marco Piazza (Movimento 5 Stelle), al suo secondo mandato come Consigliere. L’elezione è avvenuta oggi pomeriggio nel corso del Consiglio Comunale riunito per la prima volta a Palazzo d’Accursio dopo la tornata elettorale del giugno scorso. A presiedere la seduta fino all’elezione della Presidente del Consiglio è stato il Consigliere Anziano, Andrea Colombo, che ha proceduto in avvio di seduta alla convalida del Sindaco e dei Consiglieri Comunali eletti. L’ordine del giorno è stato votato all’unanimità, come anche la sua immediata esecutività.

Luisa Guidone è stata eletta Presidente del Consiglio Comunale al primo scrutinio con maggioranza qualificata superiore ai 4/5 dei presenti. Ecco l’esito della votazione: 35 voti favorevoli (Sindaco, Partito Democratico, Città Comune con Amelia, Movimento 5 Stelle, Lega Nord, Forza Italia, Insieme Bologna); nessun contrario; due astenuti (Coalizione Civica). Anche il Vice Presidente, Marco Piazza, è stato eletto al primo scrutinio: 34 voti favorevoli (Sindaco, Partito Democratico, Città Comune con Amelia, Movimento 5 Stelle, Lega Nord, Forza Italia, Insieme Bologna); nessun contrario; tre astenuti (Coalizione Civica e Marco Piazza stesso). L’immediata esecutività di entrambi gli ordini del giorno è stata votata all’unanimità.

Il nuovo Consiglio Comunale di Bologna è composto da 19 Consiglieri e 17 Consigliere. Le donne sono pari al 48%: erano 14 nella scorsa Consigliatura. L’età media dell’Assemblea è scesa da 50 a 43 anni.
A ogni Consigliere è stata consegnata una lettera di benvenuto e buon lavoro da parte del Sindaco insieme alla spilla che raffigura la facciata di Palazzo d’Accursio. Alla neo eletta Presidente del Consiglio Comunale è stato consegnato un mazzo di fiori.

“Il Consiglio come parte integrante della città: porteremo le sedute all’aperto, tra i cittadini”

L’intervento integrale di Luisa Guidone, Presidente del Consiglio Comunale

“Signor Sindaco, membri della Giunta, colleghi Consiglieri, colleghe Consigliere, cittadini e cittadine.
Il mio primo gesto non può che essere di ringraziamento nei confronti di coloro che, in vario modo, hanno riposto in me la propria fiducia proponendomi per questo importantissimo incarico e votandomi. Un sentito ringraziamento anche nei confronti di Simona Lembi che mi ha preceduta su questo scranno.

Mi rivolgo anche a chi non mi ha accordato questa stessa fiducia, perché io sono e sarò presidente di tutti. Perché questo luogo, il Consiglio Comunale è luogo di tutti.
Complimentandomi con tutti i Consiglieri per la propria elezione, dico fin da ora che, per quanto mi riguarda, questa Istituzione viene prima di tutto, nella piena consapevolezza della necessità imprescindibile di dare un inizio a questa consigliatura che sappia rispondere alle aspettative che i cittadini di Bologna hanno riposto in ognuno di noi.
Sento il dovere si proporre alla città un mandato che rilanci il ruolo di questa Assemblea, la sede che porta in sé il seme stesso della democrazia. “Democrazia” dal greco, una parola che finalmente collega il potere al popolo e che oggi consente anche a chi, come la sottoscritta che non nasce predestinata o favorita, di sedere qui, con tutti voi e ricoprire questo importantissimo incarico, libera e autonoma. Sembra un concetto ormai tanto assodato quanto pericolosamente dato per scontato e invece è nostro dovere interrogarci sullo stato di salute della democrazia in un momento storico in cui l’astensionismo avanza.
È in atto una crisi di fiducia tra cittadini e istituzioni, una crisi che viaggia oggi parallelamente alla crisi economica che viviamo ormai da anni e dalla quale fatichiamo ad uscire, e questa responsabilità è prima di tutto sulle nostre spalle, ovvero sulle spalle di chi, come noi, si candida e riceve la fiducia dei cittadini, fiducia rispetto al fatto che questa istituzione è in grado di migliorare la loro vita. Non è una delega in bianco, è una messa alla prova, è una responsabilità non delegabile e neppure scaricabile sul cosiddetto avversario politico di turno. Dunque l’ordinato svolgimento di una sana e vitale dialettica finalizzata al bene pubblico passa attraverso gli strumenti del dialogo e del confronto in un quadro di regole condivise, volte in ultima istanza a favorire la massima espressione di tutte le posizioni che qui sono rappresentate da tutti i Gruppi e da ciascun Consigliere, sempre e soltanto nel rispetto di tutte le diverse opinioni.

Sarà mio preciso impegno garantire che nessuno si senta estromesso dalla possibilità di esercitare appieno, e al meglio, il proprio incarico elettivo. Auspico, di contro, un atteggiamento costruttivo di tutti i consiglieri, improntato sulla buona fede cosicché si possa insieme costruire un terreno comune in cui la maggioranza e le opposizioni si possano effettivamente e proficuamente confrontare, tutto nei limiti di un quadro di azione normativo e regolatorio che, per sua natura, è bene sempre ricordare, che è posto a tutela di chi si trova momentaneamente in minoranza, come si conviene ad uno stato democratico.
Un Consiglio Comunale che funzioni necessita inoltre di un ulteriore tassello: la massima collaborazione da parte dei membri della Giunta. Senza un forte raccordo tra Giunta e Consiglio, il meccanismo si inceppa. Invito pertanto gli assessori a essere presenti e disponibili e a rispettare le prerogative dei Consiglieri tutti.
Il Consiglio Comunale non è un luogo in cui si consumano battaglie bensì è la sede in cui si determina l’indirizzo politico-amministrativo del Comune e se ne controlla l’attuazione. Dunque il potere di indirizzo e di controllo coinvolge tutto il Consiglio: le minoranze hanno il diritto-dovere di avanzare proposte migliorative rispetto a quelle della maggioranza, in una dialettica di sfida sul raggiungimento dell’optimum, perché la città è di tutti.
In un mondo che cambia con impressionante velocità anche questa nostra istituzione non può pensare di vivere sotto una campana di vetro. Le trasformazioni istituzionali che ci attraversano, dalla Città Metropolitana ai nuovi Quartieri, e i cambiamenti sociali che stiamo vivendo, ci costringono ad allargare gli orizzonti e a immaginare una consigliatura di prossimità capace di costruire un dialogo al suo interno, ma anche di intercettare e di interpretare le istanze che provengono dall’esterno: per questo il nostro Consiglio Comunale dovrà riunirsi anche al di fuori di Palazzo d’Accursio, all’aperto, in periferia, tra i cittadini. L’obiettivo è quello di rendere il Consiglio Comunale un luogo di tutti, aprire le porte del Palazzo e connettersi fortemente alla città, un luogo trasparente e permeabile che procede in sintonia con la città e che è parte integrante della stessa.

La storia economica e amministrativa di Bologna è stata talmente all’avanguardia da essere stata per lungo tempo oggetto di attento studio da parte di altre società, una storia di crescita collettiva basata su giustizia sociale, uguaglianza, rispetto per il lavoro, azioni di prossimità, tutela della vivibilità e dei diritti individuali e collettivi. Un percorso che affonda le proprie radici nell’antifascismo e nella lotta partigiana, caratterizzato da un’innovazione d’avanguardia maturata e realizzata a 360 gradi, senza ricevere alcuno sconto dalla storia, eccidi, morti, bombe, tragedie. Eppure Bologna è sempre in piedi, a riprendersi il posto in prima fila che le spetta.
Su questo stesso solco ritengo molto importanti le collaborazioni con le associazioni impegnate nel mantenere vivo il ricordo collettivo dei passaggi fondamentali della nostra storia, a partire dai tragici fatti legati al periodo della seconda guerra mondiale, per non dimenticare e non perdonare fascismo e antisemitismo.
La storia della nostra città intercetta quella della nostra Università, un patrimonio culturale internazionale che ha segnato indelebilmente la nostra identità, un patrimonio immenso di cultura e di persone con il quale è necessario relazionarsi. In questa sede, la casa della democrazia, non posso poi non rivolgere un pensiero a coloro i quali, anno dopo anno, diventano nuovi cittadini di Bologna, figli di percorsi di vite approdate qui, dove hanno trovato finalmente strade di riscatto e di lavoro, nella legalità.
La nostra istituzione ha il dovere inoltre di combattere, in primis, culturalmente, discriminazioni, razzismi, tutte le violenze e le prevaricazioni a partire da quelle di genere, anche attraverso il riconoscimento del lavoro di chi combatte quotidianamente questi fenomeni.
Il Consiglio Comunale ha altresì la responsabilità di dialogare con il sistema scolastico per concorrere a trasmettere fin dalla tenera età, il senso di una cittadinanza attiva e democratica.
Così come occorre favorire e contribuire al dialogo interreligioso che qui a Bologna è ormai una realtà.
Dunque una consigliatura nel pieno solco dei valori della nostra Carta Costituzionale, un compito nel suo complesso, di straordinaria importanza con il quale ciascuno di noi deve quotidianamente confrontarsi, nel quadro di un’azione amministrativa spedita, efficiente, trasparente e pulita, che metta al primo posto sempre e comunque la legalità, la lotta alle mafie e alla corruzione.
Guardando i banchi di questo Consiglio emerge, già a prima vista, una composizione fresca e rinnovata, in particolare nel genere e nell’età, un segnale dell’elettorato da non ignorare né sottovalutare.

Il mandato che ci aspetta deve essere all’altezza di questa occasione e deve essere per tutti un’esperienza di crescita politica culturale e sociale.
Svolgerò questo mio compito di garanzia con serietà, attenzione e massimo impegno, assicurando quindi a tutti l’esercizio delle proprie prerogative e definendo e attuando insieme la migliore organizzazione dei lavori.
In ultimo ricordo il lavoro prezioso di tutti i miei predecessori, ma in particolare voglio oggi ricordare Maurizio Cevenini, un amministratore eccezionale, un uomo eccezionale, impresso per sempre nella memoria di ognuno di noi: in un periodo di grandissima distanza tra politica, istituzioni e cittadini, il suo esempio e il suo ricordo sono sempre più attuali. Noi tutti sentiamo l’obbligo di onorarlo, non solo in queste occasioni ma tutti i giorni, nella nostra quotidiana azione amministrativa, pur sapendo che Maurizio Cevenini è irripetibile, pur sapendo che nessuno potrà mai essere come lui.
A tutti un augurio di buon lavoro”.

Un Consiglio Comunale più importante: collaborazione e rispetto con la Giunta, rompere i confini tra gli schieramenti

L’intervento integrale di Marco Piazza, Vice Presidente del Consiglio Comunale

“Un ringraziamento sincero a tutti i colleghi per la fiducia che mi avete accordato a larghissima maggioranza. Anzi, un ringraziamento doppio! Perché, essendomi già impegnato nei 5 anni appena conclusi alla Presidenza di una commissione, questa larga convergenza sul mio nome la leggo anche come apprezzamento del lavoro svolto nel quinquennio appena concluso. Per questo vi ringrazio due volte e per questo metterò il massimo impegno nel rappresentare tutti voi indipendentemente dal gruppo di appartenenza, avendo come unici riferimenti il Regolamento, lo Statuto e l’importantissimo e delicato ruolo che questo Consiglio Comunale è chiamato a svolgere nei prossimi anni. Tenendo rigorosamente separata quella che sarà la mia attività politica dal ruolo istituzionale di garanzia e rappresentanza che mi avete fatto l’onore di conferirmi.
Sono particolarmente onorato e, anche un po’ in soggezione, perché ritengo che nel mandato che oggi inauguriamo, il Consiglio Comunale abbia un’importanza speciale, più che in passato… direi eccezionale.
Questa importanza deriva dall’estrema frammentazione emersa dalle ultime elezioni.
Nessuna forza politica in città ha conquistato al primo turno la maggioranza dei 180.000 votanti e meno ancora dei 300.000 elettori aventi diritto a causa di un astensionismo record per delle elezioni amministrative a Bologna (ha votato solo il 59,6%).
E’ solo qui, in questo Consiglio, composto da consiglieri eletti direttamente dai cittadini, che quella maggioranza di rappresentatività si può raggiungere e ricostruire, lavorando su proposte che vedano convergere più gruppi.

E’ pertanto importante stimolare la collaborazione tra tutti noi, indipendentemente dal gruppo di appartenenza, rompere i confini e dialogare su proposte e progetti condivisi perché solo quei progetti, se sostenuti da più gruppi, potranno ricucire i rapporti in città e con la città.
Questo è il motivo per cui attribuisco a questo nuovo Consiglio Comunale un’importanza eccezionale che mi responsabilizza maggiormente e mi spinge ad impegnarmi per il suo ottimale funzionamento. Proprio per la sua capacità di raggiungere un’alta rappresentatività e dare con il suo voto una forte legittimità ad un’azione politica, questo Consiglio Comunale deve essere assunto più che mai come punto di riferimento della giunta e del Sindaco nel loro operato. La sua azione di controllo, ma soprattutto di indirizzo dell’azione di governo deve essere tenuta in massima considerazione dalla nuova Giunta.
Nel precedente mandato, è noto a tutti, i rapporti con la giunta non sono stati facili e ci siamo ritrovati molte volte come Consiglieri, a parlare rivolgendoci a scranni vuoti. Saluto il precedente Ufficio di Presidenza, Scarano, Cocconcelli e Lembi, che si sono sempre impegnati, nel rispetto delle loro posizioni e dei ruoli, per una più assidua partecipazione ai lavori del Consiglio da parte della Giunta.
Ora la Giunta è molto rinnovata, porgo i miei saluti e auguro buon lavoro nell’interesse e per il bene della città. Voglio credere che il rapporto tra questo nuovo Consiglio Comunale e la nuova squadra di governo della città, sarà di ottima collaborazione e grande rispetto reciproco.
Sarebbe molto grave se proprio in questo mandato si creasse un rapporto difficile o qualche scollatura tra Consiglio Comunale e Giunta proprio alla luce della particolare ed eccezionale importanza che il Consiglio assume. Questo non deve accadere.
Sarà pertanto una mia priorità a tutela dei miei colleghi Consiglieri adoperarmi per costruire un efficiente ed efficace rapporto di lavoro con il Sindaco e la sua squadra di governo rispettoso dei ruoli di ognuno.
Anche noi come Consiglieri Comunali, dobbiamo fare la nostra parte. Questo è il secondo mandato da quando i consigli comunali sono stati profondamente riformati, in particolare con il taglio dei loro componenti con la finanziaria 2010.
Dobbiamo definire ancora meglio la nostra nuova identità. Alcune cose del precedente mandato sono state buone, su altre ognuno dovrà ragionare. Avrò sempre massimo rispetto e tutelerò il modo di lavoro di ogni singolo consigliere, ma il dato numerico è che abbiamo chiuso il mandato con circa 150 ordini del giorno non discussi e questo potrebbe suggerire di puntare più sulla qualità che sulla quantità.
Anche a chi ha il delicatissimo dovere dell’informazione spetta un compito cruciale. E mi rivolgo ai media che ci accompagneranno nel nostro lavoro. Per quello che riguarda il Consiglio Comunale mi permetto di chiedervi di entrare più nel merito di quello che sarà il lavoro di quest’organismo ed evitare di creare classifiche dei più bravi e meno bravi sulla base del mero numero di atti. E’ un dato molto più fuorviante che rappresentativo dell’azione politica, soprattutto per la sfida e i temi critici e delicatissimi che abbiamo davanti che richiedono un lavoro attento e di qualità.

Questa è una città in cui si sono create tensioni, in cui un numero sempre crescente di cittadini vive un disagio, in cui esiste un rischio di tenuta della coesione sociale. Non ho bisogno di citare dati perché li conoscete tutti. Nello scorso mandato ci sono state innumerevoli proteste e interruzioni di consiglio (e anche oggi purtroppo non fa eccezione). Il Consiglio Comunale potrà e dovrà raccogliere, capire, studiare e proporre soluzioni a problemi grandi e complessi in un contesto caratterizzato da frequenti incertezze normative e scarsità di risorse.
Oggi come non mai. E un lavoro del genere non può essere misurato limitandosi a contare il numero di atti prodotti, ma è necessario valutare la qualità, l’approfondimento, il dettaglio e il potenziale impatto di ogni proposta se si vuole davvero avere una reale valutazione dell’efficacia politica e del lavoro di questo Consiglio Comunale.
La sfida, le tensioni, i problemi, la complessità delle richieste e i vincoli esistenti delineano un quadro tale che solo se riusciremo a unire le forze, Consiglio, Giunta, Sindaco in primis ma anche tutti i dipendenti comunali di ogni settore, allora potremmo fare quel salto in avanti che questa città non ha visto, che ci ha chiesto e di cui ha bisogno.
Come vice presidente di questo importantissimo Consiglio Comunale, farò la mia parte perché questo avvenga. Metterò il massimo impegno perché tutti voi, possiate svolgere il vostro prezioso lavoro nel mondo più:
– efficace
– pubblicizzato e comunicato (con un ampia diffusione dei lavori dell’assemblea)
– informato e consapevole (ricevendo tutti i documenti avendo il giusto tempo per approfondirli)

Auguro quindi buon lavoro e buona fortuna a tutti noi Consiglieri sia come singoli che come Consiglio Comunale, alla Giunta, al Sindaco, alle consulte (prezioso punto di riferimento del Consiglio Comunale), ai futuri presidenti di Commissione, allo staff del Consiglio, allo staff delle Commissioni e a tutti i tecnici e dipendenti comunali.
Buon lavoro e buona fortuna a tutti voi e alla nostra Bologna”.