“L’insana passione”, il libro di Paolo Moretti alla Passerini Landi

linsana passionePIACENZA – Giovedì 27 aprile, alle 17.30, il salone monumentale della Biblioteca Passerini Landi ospiterà la presentazione del libro di Paolo Moretti “L’insana passione. Il Fondo Paolo Moretti per la satira politica”. L’autore dialogherà con l’assessora alla Cultura Tiziana Albasi e con il giornalista Gaetano Rizzuto.

Il volume raccoglie una serie di duecento immagini, appartenenti alla biblioteca privata Moretti, che l’autore ritiene graficamente eleganti o curiose per i contenuti.

Si va dai disegni di James Gillray di fine Settecento, sino ai maestri italiani del novecento: Paolo Garretto e Pietro Ardito.

Passando attraverso le tavole apparse sul “Punch”, la più duratura e forse la più importante rivista satirica inglese, senza dimenticare però il Risorgimento italiano, con la rappresentazione di alcuni dei personaggi più significativi, da Cavour a Garibaldi.

Un capitolo è dedicato a “Il Papagallo”, con le litografie di Augusto Grossi, un altro alla “Assiette au Beurre”, una tra le più incisive riviste francesi, ma non mancano capitoli sulla “Satira in trincea” e “Protagonisti e vittime della prima guerra mondiale”.

Le illustrazioni sono accompagnate da brevi presentazioni e didascalie.

Moretti, dirigente industriale e consulente di direzione di società finanziarie che ha raccolto nel tempo oltre 4 mila volumi e 70 mila giornali di satira politica e umorismo grafico, costituendo nel 2005 l’associazione culturale di cui è presidente, spiega: “Il libro viene alla luce in prossimità dei miei settanta anni e si può considerare la storia della mia collezione, nata più di quaranta anni fa, la più ricca in Italia e tra le più importanti in Europa. Dopo una breve ma intensa attività politica ricca di soddisfazioni, ho deciso di abbandonarla. Mi necessitavano allora una medicina per combattere il virus della politica e una compensazione per trovare un necessario e soddisfacente equilibrio interiore. Le ho trovate nella satira politica che già allora aveva ai miei occhi il pregio di incrociare in modo interattivo storia, politica, storia dell’arte e letteratura”.