Le opere grafiche del ‘Fondo Barbieri’ in mostra alla Pinacoteca Comunale

Da giovedì 7 dicembre a martedì 6 febbraio

gino barbieriCESENA – L’omaggio a Gino Barbieri continua in Pinacoteca, dove si trasferisce parte della mostra “Il segno ritrovato”, allestita fino a domenica scorsa alla Sala San Giorgio della Biblioteca Malatestiana.

Da giovedì 7 dicembre – fino al 6 febbraio, nella Pinacoteca di via Aldini 26 sarà infatti esposta una consistente selezione delle opere grafiche tratte dal ‘Fondo Barbieri’, conservato in Biblioteca.

La Pinacoteca è aperta da giovedì a domenica con orario dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00.

Dal 1 dicembre, acquistando il biglietto di visita per la Biblioteca Malatestiana, è possibile visitare gratuitamente anche la Pinacoteca (e quindi la mostra).

Gino Barbieri

L’attività artistica di Luigi Giovanni (Gino) Barbieri, nato a Cesena il 26 novembre 1885, da Alessandro e Clorinda Zanotti, inizia nel 1904 con l’iscrizione al R. Istituto di Belle Arti di Firenze, dove ottiene subito brillanti risultati sotto la guida di Adolfo De Carolis, al quale il giovane cesenate molto dovrà del suo precoce successo. I primi consensi pubblici gli derivano già durante il periodo d’accademia dall’attività come ritrattista, ma è la xilografia a dare notorietà a Barbieri, attraverso le collaborazioni alla rivista spezzina “L’Eroica” e con autori ed editori italiani. Tra il 1912 ed il ‘13 è più volte a Bologna come aiuto di De Carolis nella decorazione del salone di Palazzo del Podestà, e svolge intensa attività espositiva in Italia e all’estero. Tra il 1914 ed il ‘15 realizza l’affresco nel catino absidale della Chiesa dei SS. Giuseppe e Leopoldo di Cecina.

Con l’entrata in guerra dell’Italia, Barbieri è chiamato alle armi e destinato dapprima a Medicina e subito dopo a Malamocco. Durante il servizio militare continua l’attività artistica. Con una serie di tavole xilografiche è presente nel ’17 alla Esposizione del Soldato a Firenze. A Venezia, Barbieri entra in contatto con Gabriele d’Annunzio, al cui interessamento deve l’invio al fronte sull’Isonzo e quindi sull’altipiano dei Sette Comuni. Qui, nella notte tra il 16 e il 17 novembre 1917, durante la difesa di Montezomo, nel tentativo di snidare un gruppo di franchi tiratori, Barbieri viene colpito a morte.