La situazione della casa circondariale di Rimini nella relazione semestrale del garante dei detenuti Ilaria Pruccoli

_palazzo-del-municipio-riminiRIMINI – La possibilità di far entrare il cibo dall’esterno, migliorare le condizioni della sezione Vega, la creazione di una sezione ‘dimittenti’, destinata ad agevolare i detenuti che si apprestano a uscire dal carcere e che quindi necessitano di reinserirsi. Sono questi alcuni degli aspetti evidenziati dalla garante dei diritti delle persone private della libertà personale del comune di Rimini, Ilaria Pruccoli, nella sua relazione semestrale, la prima dalla sua nomina avvenuta nel marzo scorso.

Dall’inizio dell’incarico l’impegno della garante è stato quello di verificare alcuni aspetti lamentati dai detenuti in una lettera scritta in concomitanza della sua nomina, che riguardano sia alcune carenze strutturali, sia alcuni aspetti legati alla quotidianità e alle relazioni con gli organismi esterni.

Dal punto di vista strutturale, la sezione che maggiormente presenta disagi è la ‘Vega’, che ospita i detenuti transessuali. In questi mesi si è intervenuti con degli accorgimenti, come la rimozione di alcuni pannelli che oscuravano la vista verso l’esterno e il posizionamento di zanzariere (grazie anche al coinvolgimento delle associazioni Madonna della Carità e Papillon, che hanno donato parte del ricavato della vendita di oggetti costruiti dai detenuti stessi per l’acquisto di parte delle zanzariere). Questo nell’attesa di definire col Direttore del carcere una soluzione che sia definitiva, oltre a programmare anche attività di socializzazione e culturali che al momento mancano.

Altra questione riguarda l’impossibilità per i detenuti di far entrare cibo dall’esterno, opzione già garantita in molte carceri italiane. In questo la garante si è attivata per verificare la possibilità di un adeguamento strutturale e permettere quindi la creazione di un luogo adatto all’ispezione dei cibi. Inoltre i detenuti che lavorano presso la Mof, ovvero manutenzione ordinaria fabbricati, si sono resi disponibili a mettere in campo la loro professionalità ed esperienza per poter riadattare una stanza a tal fine.

“Tra gli aspetti più delicati e maggiormente sentiti è la mancanza di risposte da parte del Magistrato di Sorveglianza territorialmente competente, situazione che perdura da circa due anni – aggiunge la garante nella sua relazione – I detenuti definiti (quelli cioè già condannati in via definitiva, ndr), che presentano istanze per benefici o altro tipo di richieste, o non ricevono risposte o arrivano in maniera tardiva. Ad aggravare la situazione, la mancanza di una direzione stabile. Il Direttore infatti avendo titolarità della funzione in un altro istituto, può garantire la sua presenza solo per una o massimo due volte alla settimana”.

Tra le questioni sollevate dai detenuti, c’è la necessità di far fronte alle problematiche derivanti l’imminente scarcerazione, legate a difficoltà economiche o alle relazioni complicate se non del tutto interrotte con i famigliari. “Mi sembra quindi necessaria – spiega la garante – la creazione di una sezione dimittendi, che dovrebbe avere il fine di favorire le conoscenze delle strutture sul territorio, di potenziare l’offerta dei tirocini lavorativi, di svolgere una funzione di accompagnamento lavorativo, di facilitatore dell’integrazione sociale e dove vengano coinvolte le famiglie dei detenuti nell’ultima fase del percorso riabilitativo”.

“Oltre al costante monitoraggio della situazione dei detenuti nella struttura di Rimini – sottolinea Pruccoli – in questi mesi mi impegnerò nella diffondere la cultura della legalità anche e soprattutto attraverso la sensibilizzazione del tema carcere e delle sue problematiche. E’ iniziata per questo una collaborazione con Associazione Papillon e con il progetto ‘Volontariamente Giovani’ per organizzare incontri con i ragazzi delle scuole superiori di Rimini proprio su questi temi”.

La relazione della garante è al centro della riunione di oggi pomeriggio della IV commissione consigliare, presieduta dal consigliere Davide Frisoni, e che prevede anche una visita alla casa circondariale.

“Procede un lavoro che vede impegnata l’Amministrazione in una serie di progetti e di servizi che sono a beneficio non solo dei detenuti ma, più in generale, di tutta la comunità riminese – è il commento del vicesindaco Gloria Lisi – Penso alle tante attività culturali ed educative promosse dalle associazioni di volontariato, allo Sportello Carcere- Centro di Ascolto che si occupa di dare informazioni per il disbrigo di pratiche e alle svariate attività fomative e professionali rivolte ai detenuti. Credo che la realtà del carcere, con tutte le sue problematiche e le sue opportunità, non debba essere considerata come una dimensione avulsa dal resto della città, ma una parte di essa che va conosciuta e considerata. In questo senso il ruolo del garante, fortemente voluto da Amministrazione e Consiglio comunale, è fondamentale”.