La città di Ludovico Ariosto va in onda su Retesole

Mercoledì 1 febbraio alle 20.30 con MuseoFerrara alla scoperta della storia

ariosto-il-vicesindaco-maisto-intervistato-dalla-bistocchiFERRARA – Protagonista indiscussa dello speciale che andrà in onda su Retesole, mercoledì 1 febbraio 2017, alle 20.30, nonché in streaming su Retesole.it, è la Ferrara di Ludovico Ariosto.

Finita la mostra a Palazzo dei Diamanti, la puntata che apparirà sugli schermi di Umbria e Lazio propone un bilancio del 2016, l’anno che ha celebrato i cinque secoli dalla prima pubblicazione dell’Orlando furioso. Tracce svelate è un’idea della giornalista Roberta Bistocchi, realizzata grazie alla regia di Arturo Pellegrini. ariosto-cover_tracce-svelate-su-retesoleSono passate appena due settimane dalla puntata dedicata al lungo restauro del Duomo di Bondeno, che è costata alla troupe oltre un anno di riprese, decine di sopralluoghi e di interviste in loco.

La guida d’eccezione nella città del poeta, seguendo l’eco della Corte Estense, è stata MuseoFerrara, il portale del Comune che ha permesso alla conduttrice di riscoprire la storia e le funzioni di alcuni luoghi simbolici del nostro Rinascimento.

Le danze si aprono in Castello, dalla cima soleggiata della Torre dei Leoni all’angolo ariosto-la-conduttrice-roberta-bistocchi-sulla-torre-dei-leoniappartato del Giardino degli Aranci, sino ad entrare nei Camerini del Duca. Se il vicesindaco Massimo Maisto fa gli onori di casa sullo scalone bianco di Palazzo Ducale, lungo il percorso la Bistocchi incontra altri esperti della cultura locale. A Palazzo Paradiso viene accolta da Mirna Bonazza, responsabile dei manoscritti rari della Biblioteca Ariostea, mentre Paolo Trovato, docente dell’Università di ariosto-paolo-trovato-in-teatro-anatomicoFerrara, in Teatro Anatomico si esprime sul Furioso con queste parole: «Se Ariosto fosse morto qualche mese dopo aver scritto la versione del 1516, sarebbe comunque quel geniale innovatore del genere cavalleresco che è stato. Inoltre, se fosse un contemporaneo non sarebbe uno scrittore, piuttosto un regista come i fratelli Cohen o Tarantino. Una persona in grado di prendere una trama, un canovaccio usurato come il fil western e ricostruirlo dall’interno. Esagerando e scherzando con i luoghi comuni, le sparatorie finali, gli schizzi di sangue. Ariosto si divertiva come un matto a ricreare la materia cavalleresca». La voce che accompagna le immagini con le ottave del poema è di Alessandro Tagliati.

Dopo essere passata sul Salone dei Mesi a Palazzo Schifanoia, focalizzandosi sull’Aprile di Francesco del Cossa e sui fasti del Palio, la camera di Retesole finisce a Casa di Ariosto, uno spazio spesso tralasciato, ma la cui genuina semplicità rappresenta la grandezza di chi ci abitò fino alla fine dei suoi giorni.