Istituzione Bologna Musei, sabato 29 ottobre al Museo della Musica “Il talento e la pratica”

Un doppio appuntamento per celebrare due importanti donazioni nel XX anniversario dalla scomparsa di Francesco Molinari Pradelli

BOLOGNA – Sabato 29 ottobre l’Istituzione Bologna Musei celebra la donazione del ritratto del celebre direttore d’orchestra Francesco Molinari Pradelli, che gli eredi hanno deciso di destinare al Museo della Musica. Il dipinto, che entrerà a far parte della Quadreria del museo, risale al 1958 ed è stato eseguito da Vittorio Dotti, amico e restauratore di fiducia del maestro bolognese. Oltre al ritratto l’Istituzione Bologna Musei riceverà in dono, grazie alla generosità dell’autore, anche il manoscritto autografo di “Wasser-Feuer-Luft-Erde” di Flavio Colusso, dedicato allo stesso Francesco Molinari Pradelli.

Due gli appuntamenti organizzati ad hoc dal Museo della Musica per celebrare le donazioni e allo stesso tempo ricordare, nel XX anniversario della sua scomparsa, la figura artistica di Molinari Pradelli

Il programma:
entrambi gli appuntamenti si inseriscono nell’ambito di “Nell’anno di…”, la rassegna di narrazioni musicali in cui i musicisti in prima persona raccontano in parole e musica la loro arte, ispirati dagli anniversari musicali dell’anno.

ore 17 concerto del Trio La Rue , organizzato dall’Istituzione Bologna Musei/Museo della Musica in collaborazione con Musicaimmagine di Roma.
Il Trio La Rue, composto da tre giovani virtuosi finlandesi – Virva Garam al pianoforte, Susanna Arminen al violino e Markus Pelli al violoncello – propone il “Korpo Trio” di Jean Sibelius e ben tre prime assolute: “Frammenti dal buio” di Kai Nieminen (ispirato ai dipinti del Caravaggio), “Wasser im Sande” di Juha T. Koskinen e “Wasser-Feuer-Luft-Erde” di Flavio Colusso,

ore 18.30 “Il talento e la pratica”: Il musicologo Piero Mioli introdurrà la figura artistica e professionale di Francesco Molinari Pradelli e sarà presentato, a cura dello storico dell’arte Angelo Mazza, il dipinto raffigurante il maestro bolognese donato dagli eredi all’Istituzione Bologna Musei.

Francesco Molinari Pradelli nasce a Bologna, in via Guido Reni 6, il 4 luglio 1911; al numero 8 della stessa strada, il 9 luglio 1879 era nato Ottorino Respighi.
Pradelli inizia lo studio del pianoforte all’età di sei anni; a sedici anni si diploma in pianoforte presso il locale Liceo Musicale “G.B. Martini”.
Inizia quasi subito una brillante carriera di pianista in duo con rinomati violoncellisti, ma è la direzione d’orchestra ad appassionarlo, tanto che dopo numerosi studi specialistici debutta a Trieste nel 1937. A Bologna, l’anno dopo debutta nell’opera, al Teatro del Corso con “L’Elisir d’Amore” di Donizetti.
Nel 1931, quando suonava nell’Orchestra del Teatro Comunale, è testimone dell’odioso episodio fascista contro Arturo Toscanini.
Nel 1946 è chiamato dallo stesso Toscanini a dirigere alcuni titoli operistici nell’ambito della nuova stagione d’opera del Teatro alla Scala di Milano, da poco ricostruito. Nel 1950 debutta all’Arena di Verona con “La Walchiria” di Wagner.
Dirige musica operistica e musica sinfonica; il suo repertorio spazia dalla musica barocca fino ai suoi contemporanei. In Italia è in tutti i più importanti teatri d’opera e sale da concerto: Bologna, Verona, Firenze, Roma, Milano, Torino, Venezia, Genova, Bergamo, Palermo, Catania, Napoli.
All’estero dirige a Londra, Vienna, Madrid, Praga, Budapest, Amsterdam, Lisbona, Monaco, Parigi, Tolosa, Albì, Strasburgo, Monaco di Baviera, Tel Aviv, San Francisco, Los Angeles, New York, Chicago, Dallas, Atlanta, Detroit, Philadelphia, Boston, Berlino, Mosca. Incide opere con Cetra, Philips, Decca, Emi, RCA, Warner Fonit.
Sotto la sua bacchetta hanno cantato tutti i grandi del secolo scorso: Gigli, Bechi, Callas, Tebaldi, Del Monaco, Christov, Di Stefano, Pavarotti, Bergonzi, Ghiaurov, G. Raimondi e R. Raimondi, Domingo, Ricciarelli, Kraus, Carreras, Caballé, Bruson e tanti altri.
Ha eseguito concerti con W. Bachaus, A. Rubinstein, A. Benedetti Michelangeli, M. Pollini, S. Accardo, ed ancora tanti altri.
Nel corso della sua lunga carriera gli sono state conferite diverse onorificenze: il Comune di Trieste, città dove ha debuttato, gli assegna per meriti artistici, la “Campana di San Giusto”; nel 1956 il governo di Israele gli conferisce l’onorificenza del Candelabro di Re Salomone; è nominato Accademico di Santa Cecilia in Roma ed Accademico presso la Regia Accademia Filarmonica di Bologna; nel 1973 gli viene assegnato a Castell’Arquato il premio “Illica”; nel 1976 viene nominato dal Presidente della Repubblica Giovanni Leone Grande Ufficiale della Repubblica; il Comune di Bologna nel 1977 gli conferisce l’Archiginnasio d’Oro.
Muore nella sua villa a Marano di Castenaso il 7 agosto 1996.
Nel 1997, l’anno dopo la morte, a seguito di una iniziativa popolare, il Comune di Castenaso gli ha dedicato una strada nella frazione di Marano, dove ha abitato per 27 anni e dove è morto; nel centenario della nascita, la Regia Accademia Filarmonica di Bologna gli ha dedicato due sale di Palazzo Carrati, sede dell’Accademia; nel 2012 il Comune di Bologna ha intitolato a suo nome la piazzetta alberata adiacente al Teatro Comunale, creando così un singolare ed unico polo toponomastico/musicale: Teatro Comunale, Piazza Verdi, Largo Respighi e Piazzetta Molinari Pradelli.
Infine, nel settembre del 2015, il Comune di San Marcello Pistoiese, località spesso frequentata dal maestro con la famiglia per la villeggiatura, gli ha intitolato i Giardini Pubblici dove trascorreva il tempo nello studio e nel riposo.

La rassegna “Nell’anno di…” proseguirà al Museo della Musica fino al 10 dicembre

Ingresso:
Biglietto concerto a cura di Musicaimmagine: € 6,00 (prenotazione consigliata)
Presentazione delle ore 18.30: ingresso gratuito fino ad esaurimento posti

Info:

Museo internazionale e biblioteca della musica
Strada Maggiore 34
tel. +39 051 2757711
museomusica@comune.bologna.it
www.museibologna.it/musica
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