Imposta di soggiorno, segnalate alla Guardia di Finanza alcune gestioni alberghiere sospette

Accertato un ammanco di oltre 150mila euro. La Giunta approva altre due proposte di querela per mancati versamenti

_palazzo-del-municipio-riminiRIMINI – Salgono a otto le proposte di querela presentate dall’inizio dell’anno dalla Giunta comunale nei confronti di altrettanti gestori di strutture alberghiere che ad oggi non hanno provveduto al completo versamento dell’imposta di soggiorno corrisposta dai loro ospiti. Nella seduta di ieri infatti la Giunta ha approvato il procedimento per l’illecito penale di appropriazione indebita, come previsto dall’ordinamento, nei confronti di altri due gestori, per il mancato versamento di circa 12mila euro complessivi.

“Attraverso il sistema di verifica e recupero dell’imposta di soggiorno siamo in grado anche di monitorare l’anomalia di certe gestioni alberghiere – sottolinea l’assessore al Bilancio Gian Luca Brasini –. Solo pochi giorni fa, infatti, nell’ambito delle verifiche sull’imposta, i nostri uffici hanno effettuato alcune segnalazioni alla Guardia di Finanza dopo aver notato una serie di passaggi di gestione anomali. Queste segnalazioni hanno portato le Fiamme Gialle a constatare mancati versamenti per oltre 150 mila euro. L’attività di recupero dell’imposta di soggiorno dunque ha riflessi importanti non solo sull’equità del tributo, ma anche perché può agevolare l’attività delle forze dell’ordine su situazioni poco limpide, che finiscono per ‘inquinare’ il mercato dell’offerta alberghiera e che possono sfociare nell’illegalità”.

Solo attraverso le proposte di querela – che rappresentano l’ultimo step del procedimento di recupero delle somme messo a punto dall’Amministrazione e che arriva solo dopo l’invio di solleciti bonari, sanzioni amministrative, intimazioni di pagamento, ingiunzioni fiscali e atti di riscossione coattiva – sono stati recuperati 133 mila euro. Complessivamente, invece, si ricorda che la serie di azioni di recupero evasione (dai solleciti bonari fino appunto alla proposta di querela) ha portato nel triennio 2014-2016 al recupero di 1.552.000 euro, a fronte comunque di un basso tasso di evasione dell’imposta.