Il Comune di Santarcangelo e il Comune di Rimini celebrano insieme il Professor Tullio De Mauro

Mercoledì 16 e giovedì 17 marzo 2016DSC_0065

RIMINI – Prosegue la collaborazione fra i Comuni di Rimini e Santarcangelo di Romagna, entrambi impegnati negli ultimi anni nella valorizzazione del dialetto e dei grandi poeti e scrittori di queste terre che hanno ridato proprio al dialetto la dignità di lingua letteraria.

Sulla scia del progetto Lingue di Confine, presentato dal Comune di Rimini e ideato e curato da Fabio Bruschi, e del Cantiere poetico per Santarcangelo dedicato a Raffaello Baldini presentato dal Comune di Santarcangelo con la collaborazione dell’Associazione culturale l’arboreto e dell’Associazione Santarcangelo dei Teatri, nascono queste due giornate in compagnia di Tullio De Mauro.

Mercoledì 16 marzo alle ore 21 press la Sala Consiliare del Comune di Santarcangelo, il Sindaco Alice Parma conferirà al Professor De Mauro la cittadinanza onoraria. Il conferimento rappresenta un riconoscimento onorifico per chi, non essendo iscritto nell’anagrafe della popolazione del Comune, si sia distinto per particolari meriti in campo culturale, sportivo, scientifico, economico, sociale ed umanitario, e consiste in un documento redatto su pergamena, consegnato in una formale cerimonia alla persona che ne viene insignita e ne attesta l’iscrizione simbolica tra la popolazione della Città. Non un’onorificenza o una decorazione per Tullio De Mauro ma una cittadinanza, un prender parte alla vita della città e alla sua lingua, come nel lontano 1973, quando Tonino Guerra e Rina Macrelli, lo chiamarono a Santarcangelo.

Nel 1973 De Mauro fucelebrazione del Professor Tullio De Mauro infatti tra i protagonisti del “Seminario popolare su Tonino Guerra e la poesia dialettale romagnola” organizzato nella Rocca Malatestiana di Santarcangelo dalla biblioteca comunale. La sua partecipazione e il suo intervento hanno segnato la presa di coscienza, per il nostro territorio e per il mondo accademico italiano, del fenomeno culturale rappresentato dal “Circolo del giudizio” e dal gruppo di poeti dialettali che ne facevano parte.

Gli atti del seminario che si svolse il 16 e 17 giugno 1973 furono raccolti nel volume “Lingua, dialetto e poesia” (Edizioni del Girasole, Ravenna, 1975) con prefazione dello stesso De Mauro, che a proposito delle due giornate scriveva: “Animate da Rina Macrelli, aperte dal saluto di Romeo Donati, le tre sedute videro alternarsi nella sala affollata della Rocca filologi e linguisti come Augusto Campana, Alfredo Stussi, Alberto Mioni, Friedrich Schürr, psichiatri come Ugo Amati, insegnanti come Giulio Foschi, Rosanna Ricci, Giovanni Antoni, Lina Faso, Walter Berti, Carlo Bizzocchi, romagnolisti e critici come Nino Pedretti, Walter Della Monica, Claudio Marabini, Gianni Quondamatteo, […]. E i poeti Guerra, Butitta, Albino Pierro. E l’etnologo Sebesta, e il giornalista Raffaello Baldini”.

La cerimonia per il conferimento della cittadinanza onoraria verrà introdotta dal Sindaco di Santarcangelo, nonché assessore alla cultura, Alice Parma e proseguirà con una presentazione di Ennio Grassi (docente universitario già assessore alla cultura del Comune di Rimini e Parlamentare), che precede l’intervento del linguista dal tema: “Realtà e forza delle radici dialettali nella cultura italiana: ieri, oggi, domani. Ripensando al seminario di Santarcangelo nel 1973”. La serata è inserita nelle giornate per Tonino Guerra organizzate ogni anno dai Comuni di Santarcangelo e Pennabilli e dall’Associazione Tonino Guerra in occasione delle ricorrenze della nascita e della morte del grande poeta.

A Rimini, giovedì 17 marzo alle ore 17 presso la Sala del Giudizio del Museo della Città, Tullio De Mauro sarà protagonista dell’incontro pubblico “Il dialetto appartiene al futuro”, insieme a Fabio Bruschi, Ennio Grassi, sociologo della letteratura, attento ai nuovi scrittori italiani di origine straniera, Davide Pioggia, linguista e autore di numerosi studi sui dialetti romagnoli, e all’Assessore alla Cultura del Comune di Rimini Massimo Pulini. Lo straordinario intreccio tra lingua e dialetti che si manifesta in Italia, unico grande paese europeo a vantare una simile commistione, è la bussola del format “Lingue di confine”. La lingua e i dialetti nel contemporaneo” ideato da Fabio Bruschi per il Comune di Rimini. All’interno di questo progetto nell’ottobre 2014 viene organizzata una video-intervista al grande linguista che sarà presentata pubblicamente il prossimo autunno. Una spedizione da Rimini a Roma, nello studio privato di De Mauro, complice Ennio Grassi, che gode della stima e dell’amicizia del professore.

Se l’italiano (parlato da oltre il 90% della popolazione) gode di buona salute, non altrettanto si può dire della salute (linguistica) degli italiani: l’80% di quelli in età lavorativa (tra i 16 e i 60 anni) ha gravi difficoltà a leggere i giornali, titoli compresi. Il buon livello formativo della scuola italiana – per merito esclusivo degli insegnanti – si perde successivamente, a causa della grave insufficienza della formazione permanente degli adulti, con un diffuso analfabetismo di ritorno. La rinnovata attenzione ai dialetti riapre la questione più generale della lingua italiana, mentre il gap linguistico tra una élite di “privilegiati” e la gran massa degli esclusi dalle competenze linguistiche (e non) è in forte aumento.

Tullio De Mauro: la vita e le opere

Linguista e filosofo del linguaggio italiano, Tullio De Mauro (nato a Torre Annunziata, Napoli, 1932) si è occupato soprattutto di linguistica generale, con attenzione al rapporto tra lingua e società. Laureatosi in Lettere classiche con A. Pagliaro nel 1956, ha insegnato nelle Università di Napoli, Chieti, Palermo e Salerno. Professore ordinario di Filosofia del linguaggio presso l’Università di Roma “La Sapienza” (1974-1996), dal 1996 è stato ordinario di Linguistica generale presso la stessa Università. Nel 1966 è stato tra i fondatori della Società di linguistica italiana, di cui è stato anche presidente (1969-73). È stato consigliere della Regione Lazio (1975-80), membro del Consiglio di amministrazione dell’Università di Roma (1981-85), delegato per la didattica del rettore (1986-88) e presidente della Istituzione biblioteche e centri culturali di Roma (1996-97). Dal 2000 al 2001 è stato ministro della Pubblica Istruzione nel governo Amato. Nel 2001 è stato nominato dal presidente della Repubblica Cavaliere di Gran Croce al Merito della Repubblica Italiana. Per l’insieme delle sue attività di ricerca, l’accademia nazionale dei Lincei gli ha attribuito nel 2006 il premio della Presidenza della Repubblica. Nel 2008 gli è stato conferito l’Honorary Doctorate dall’Università di Waseda (Tokyo).

Dopo i primi contributi nel campo dell’indoeuropeistica, si è dedicato alla linguistica generale con un ampio commento storico-interpretativo al Cours de linguistique générale di F. de Saussure (1967) e con numerosi studi di semantica teorica e storica. Ha inoltre indagato gli aspetti linguistico-culturali della società italiana dopo l’unità nella sua Storia linguistica dell’Italia unita (1963). Negli anni più recenti si è dedicato maggiormente agli studi sociologici, indagando le connessioni tra lo sviluppo dei sistemi comunicativi e l’evoluzione della civiltà moderna (Guida all’uso delle parole, 1980; Minisemantica dei linguaggi non-verbali e delle lingue, 1982; Ai margini del linguaggio, 1984). Questa metodologia di studio lo ha portato in seguito a coordinare la preparazione di un nuovo dizionario dell’italiano contemporaneo. Ha proseguito l’attività di saggista negli anni Novanta con la pubblicazione di testi quali: Lessico di frequenza dell’italiano parlato (1993, in collab.), Capire le parole (1994), Idee per il governo: la scuola (1995), Linguistica elementare (1998); successivamente ha pubblicato Prima lezione sul linguaggio (2002), La fabbrica delle parole (2005), Parole di giorni lontani (2006), Lezioni di linguistica teorica (2008), In principio c’era la parola? (2009), Parole di giorni un po’ meno lontani (2012), La lingua batte dove il dente duole (con A. Camilleri, 2013) e In Europa son già 103. Troppe lingue per una democrazia? (2014). Ha anche curato il DAIC. Dizionario avanzato dell’italiano corrente (1997), il Dizionario della lingua italiana (2000), il Dizionario etimologico (con M. Mancini, 2000) e il Dizionario delle parole straniere nella lingua italiana (con M. Mancini, 2001). Intensa anche la sua attività pubblicistica: ha collaborato, tra l’altro, con Il Mondo (1956-64) e L’Espresso (1981-90).

(fonte: Enciclopedia Treccani online)