Giorgia Buscarini replica all’onorevole Bergonzi sulla vicenda del Baracchino

L’assessora al Commercio: “La legge è uguale per tutti”

PIACENZA – “Spiace constatare che l’onorevole Marco Bergonzi, al contrario di quanto ha affermato in una conferenza stampa quantomeno intempestiva, cerchi un facile consenso personale entrando in una diatriba tra il Comune e un privato cittadino”. A replicare, in merito alla vicenda del Baracchino di barriera Genova, è l’assessora al Commercio Giorgia Buscarini, sottolineando come “rammarichi ancor di più che un parlamentare della Repubblica sembri velatamente invitare l’Amministrazione a violare la legge. Meglio sarebbe stato, e senza dubbio più efficace per sostenere la causa del signor Bertorelli, che lo esortasse in questi otto mesi a cogliere le opportunità di replica che gli erano state offerte: dalla memoria difensiva e progetto alternativo mai prodotti dopo la prima nota inviatagli dal Comune il 22 febbraio scorso, sino al ricorso, anch’esso mai presentato, nei trenta giorni successivi all’ordinanza di rimozione della struttura, emanata in aprile”.

“Sono convinta che la politica abbia il compito di trovare delle soluzioni – prosegue l’assessora al Commercio – ed è quello che abbiamo cercato di fare ripetutamente, nel caso specifico, purtroppo senza ottenere alcuna risposta da parte del proprietario. Sono altrettanto ferma, tuttavia, nel ritenere che la legalità sia il primo principio cui le istituzioni e la politica devono ispirarsi, garantendone il massimo rispetto. Il dialogo avviato in questi mesi dagli uffici comunali era volto proprio a salvaguardare il valore storico e affettivo del luogo e l’attività dell’esercente, la cui licenza non è mai stata revocata e gli consentirebbe di lavorare, già da ora, all’interno di qualsiasi altra struttura”.

“Ricordo all’onorevole Bergonzi – aggiunge Giorgia Buscarini – che il Baracchino è privo di concessione da cinque anni e costituisce un abuso perché ampliato senza alcuna autorizzazione, che comunque non avrebbe potuto ottenere perché non rispondente ai requisiti previsti. Il proprietario è ben consapevole sia di questa situazione, sia del fatto che se accettasse di cedere al Comune la struttura con i relativi arredi, questo eviterebbe, presumibilmente, che gli venissero imputati i costi per la rimozione del chiosco. Per rispondere, invece, ai consiglieri Foti e Opizzi, una volta ripristinata l’area l’Amministrazione potrà, in ogni caso, riservarsi di valutare la possibilità di mettere a bando la realizzazione di un nuovo chiosco a norma di legge e adeguato al contesto”.

“A questo punto – conclude l’assessora Buscarini – mi permetto di suggerire a tutti i titolari di pubblici esercizi che lavorano duramente ogni giorno per tenere aperte le proprie attività, pagando tasse e tributi nel pieno rispetto delle regole, di rivolgersi all’onorevole Bergonzi qualora si trovino in difficoltà nei pagamenti o nel rilascio di autorizzazioni sanitarie e altre pratiche: forse, vorrà sostenere anche loro proponendo una petizione di solidarietà. La mia è una provocazione, certo, ma non dimentichiamo che la legge presuppone condizioni di parità ed equità di trattamento per tutti i cittadini chiamati a osservarla: così come in questi mesi siamo stati rigorosi nei confronti di tutti i pubblici esercizi, sia per quanto concerne i dehors, sia per il rispetto di tutte le normative, con la stessa coerenza l’Amministrazione continuerà a procedere, senza intenzione di usare pesi e misure diverse”.