GialloFerrara, il bilancio della quarta edizione

Lilin chiude il festival invitando all’integrazione

Nicolai Lilin e Alessandro Berselli_1FERRARA – Il bilancio di GialloFerrara.

Il festival letterario si è connotato ancora di più grazie a tutti gli autori che lo hanno sostenuto e alle centinaia di appassionati o semplici curiosi che hanno partecipato.

La speranza con cui Nicolai Lilin ha salutato la platea di GialloFerrara, ha messo in evidenza l’antica coesistenza tra cristiani e musulmani in Siberia, la sua terra d’elezione.

La convivenza tra popoli di radici religiose lontane è sempre possibile: «La cultura siberiana è una grande amalgama, fatta di asiatici, russi, mongoli – ha sostenuto l’autore russo – e neanche sembra appartenere a questo mondo. Le mie fiabe rappresentano un connubio di diverse filosofie, strade, modi differenti di intendere la realtà. L’importante è che non manchino l’educazione e il rispetto reciproco. L’arroganza non ci deve appartenere e l’altro non va offeso, ma ascoltato e capito. Nessuno deve imporre la propria visione, né lasciarsi sottomettere da quella altrui. In Siberia si mantiene un equilibrio dignitoso dell’esistenza».

Cristina Marra tra Mariano Sabatini e Alberto GarliniNe Il serpente di Dio (Einaudi) Lilin racconta di come gli europei, italiani compresi, non siano ancora abituati a una tale commistione perché le differenze spaventano, ma la paura dell’altro si può superare grazie alle parole giuste.

A tirare le somme della quarta edizione del festival è stato Alessandro Berselli, che ha accompagnato la manifestazione dagli esordi: «GialloFerrara è un’occasione strepitosa. Sappiamo che in Italia si legge pochissimo, ma è importante che la letteratura non rimanga un oggetto astratto e i lettori possano toccare con mano le penne che danno vita ai romanzi amati. In più si è affermato come uno dei festival che meglio interpreta il panorama contemporaneo e non solo italiano – ha sottolineato lo scrittore bolognese – dando spazio a voci e case editrici fuori dai trend di mercato».

I piccoli detectivi di GialloKidsÈ Clown Bianco, invece, il giovane editore ravennate che ha creduto nel concorso letterario dedicato a GialloFerrara, e ha voluto pubblicare in un’antologia i racconti dei dieci finalisti. Il volume si intitola Il gusto del giallo e comprende, oltre ai testi dei premiati anche le storie di Fabio Cremonini, Giuliano Fontanella, Mauro Frugone, Michele Govoni, Carlo Lamacchia e Roberto Van Heugten. Dopo un fine settimana intenso, gli appuntamenti della rassegna non si esauriscono: “Novembre in Giallo” prosegue con due incontri d’eccezione. Sarà Benedetta Tobagi a presentare Federico Varese, venerdì 17, alle 18, ospiti della libreria Ibs+Libraccio; mentre Matteo Strukul, che sarà in città sabato 25, sarà introdotto dalla giornalista Camilla Ghedini a Palazzo Crema, circondato dalle tele de “Le situazioni d’arte”, mostra inedita curata da Assicoop Modena&Ferrara e Unipol Sai, main sponsor del festival.

Il festival alla Feltrinelli«GialloFerrara si è aperto con Carlotto e si avvia alla conclusione con Federico Varese, due approcci alla scrittura molto divulgativi – ha concluso Alessandro Tagliati, vicepresidente del Gruppo del Tasso – Se il primo crea le sue trame basandosi su inchieste giornalistiche reali, il secondo è un criminologo vero e proprio, che ha studiato la pervasività della mafia nel tessuto economico e sociale di tutto il mondo. Con il festival intendiamo fornire le chiavi per consentire ai ferraresi di masticare e digerire avvenimenti complessi come la cronaca del processo Aemilia».

(foto dello scrittore russo e qualche scatto ad hoc degli altri appuntamenti)

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