Emilia-Romagna terra di startup

Emilia Romagna start-upREGIONE – Innovazione significa sguardo al futuro ed opportunità occupazionale. L’Ue sta puntando su un’innovazione industriale che porti alla massificazione delle fonti rinnovabili, passando per il modello energetico low-carbon, ma l’Italia che ruolo ha nel panorama eco-sostenibile?

Nonostante i buoni propositi, il Belpaese investe ancora poco, anzi, pochissimo nell’innovazione. Risorse limitate impediscono una fruttuosa innovazione industriale, incentrata su nuove tecnologie di massa.

Basterebbe prendere spunto dall’estero, principalmente dagli Stati Uniti e dal mondo anglosassone, per capire ancora meglio, per chi ancora non ci fosse arrivato, che le nuove tecnologie basate soprattutto sul web possono aiutare a fare impresa ed a migliorare il mondo. Che si tratti di un’applicazione di gioco online come ad esempio quelle proposte in tempi non sospetti da PaddyPower da tutti riconosciuto come operatore votato all’innovazione tecnologica, fino ad arrivare ai prodotti più importanti e seri che possono aiutare le persone nei problemi quotidiani.

Dobbiamo ammettere, però, che vi sono focolai innovativi che fanno la differenza e consentono al nostro Paese di sperare in un futuro d’innovazione. Se nel 2014-2015 i segni di ripresa erano tangibili dal punto di vista di ricerca ed innovazione, il 2016 ha segnato un netto rallentamento che potrebbe divenire una concreta ipotesi di stallo. Il Nord-Ovest si caratterizza come cuore della crescita potenziale italiana. Tra le regioni che più investono nell’innovazione, sicuramente Lombardia (in primis), Valle D’Aosta, Piemonte e Liguria.

Un’oasi felice, per quanto riguarda l’innovazione, è rappresentata dall’Emilia Romagna e dalle sue 680 startup. L’innovazione, in questo caso, tocca tutti i settori produttivi e può riguardare l’introduzione di nuove tecnologie nel settore medico, piuttosto che turistico. Nuove tecnologie per il trattamento dell’ictus, nuove app turistiche per fare in modo che i turisti riconoscano i monumenti solo con una foto, ma anche veri e propri social networks per gestire i condomini.

Ma anche l’utilizzo di nuove applicazioni nella didattica. Insomma, tutte modalità per fare dell’innovazione una possibilità di crescita e sviluppo. Se dovessimo fare una classifica delle città Bologna è in testa con il maggior numero di startup. Al secondo posto troviamo Modena, seguita da Reggio Emilia, Rimini, Cesena, Ferrara e Piacenza.

Innovazione significa aspirazione, rivoluzione del mondo del lavoro ed occupazione. Dalle startup le idee dei giovani possono diventare realtà concrete atte a migliorare i processi aziendali. In ogni caso, anche l’Italia tutta ha la sua fetta di soddisfazioni nel campo delle innovazioni. Un ruolo di primo piano se lo riserva da sempre il fotovoltaico in cui regna la ricerca e lo sviluppo. Sono italiani gli scienziati che hanno concepito un nuovo modello fotovoltaico in grado di produrre energia solare anche in assenza di sole. Un avvio verso l’eco sostenibilità che sarà un passo in avanti nella lotta a polveri sottili ed inquinamento terra-aria.

L’Italia lotta da sempre tra la volontà di fare di più per il pianeta e la scarsità di risorse, anche Europee che, in momenti di crisi, trovano una debole reperibilità al fine di realizzare importanti innovazioni nella concezione stessa dell’azienda, nella sua gestione e nel suo sviluppo. Ma l’Emilia Romagna, con la sua coraggiosa volontà di rischiare, dà ampio seguito ad una speranza per un Paese che vuole e desidera cambiare.