E’ cesenate la coppa artistica del Premio Nazionale Galvanina nel Festival della Cucina Italiana

CraccoIl premio è stato assegnato a quattro personalità della cultura enogastronomica. La cerimonia di consegna domenica 22 novembre a Bologna

CESENA – Il Premio Nazionale Galvanina si avvale della creatività di Vetrofuso di Cesena per la realizzazione della prestigiosa coppa artistica in vetro di Murano che in questa edizione sarà consegnata a quattro illustri personaggi del mondo della cultura, dell’imprenditoria, del giornalismo e della cucina: Alessandro Regoli premio alla Cultura, Andrea Scanzi premio al Giornalismo, al maestro della pasticceria mondiale Gino Fabbri il Premio nella sezione Cucina, a Giulio Babbi, padre dei dolci waferini, la sezione Imprenditoria.

Teatro della consegna, il Festival della Cucina Italiana domenica 22 novembre alle ore 16.30 a BolognaFiere, in occasione della quindicesima edizione dell’evento nell’ambito di Food&Pastry. Per il quinto anno la creatività di Daniela Poletti di Vetrofuso viene messa al servizio di questo Premio, nelle edizioni passate assegnato a illustri personaggi dello spessore di Tonino Guerra, Gianfranco Vissani, Vittorio Sgarbi, Gualtiero Marchesi e Carlo Cracco, per citare solo alcuni nomi. Quest’anno ai premiati sarà consegnata anche una cassetta dei pregiati vini dell’Azienda Agrobiologica San Giovanni, una delle prime in Italia ad avere ricevuto la certificazione ‘vegan’ per i suoi vini.

Il laboratorio di Vetrofuso. Entrare nel laboratorio di Daniela Poletti a Cesena è un po’ come entrare in un luogo d’altri tempi: una bottega con fornace, un atelier dove le mani creano, modellano e trasformano. Nascono così vasi, vassoi, piatti, tavoli, lampade; non ultime, suggestive collezioni di gioielli, uniche nel loro genere, capaci di reinventare l’accessorio di moda.

Le lastre provengono direttamente da Murano, e sono modellate a mano dall’artista, secondo la sensibilità del momento. Dopo anni di studio in botteghe artigiane, la cesenate Daniela Poletti ha creato Vetrofuso, riuscendo fin da subito a dare ai suoi oggetti un soffio di vita del tutto originale perché dentro a quel vetro fonde ossidi, rame, lamine d’oro o d’argento, ma anche materiali di recupero come rame, corda, ferro, seta. Le sue creazioni arricchiscono dimore famose, come nel caso dei servizi da tavola per la famiglia Reale Araba, i bottoni per Moschino, i vetri colorati per Alberta Ferretti, le ciotole per Nicole Farhi a Londra, i vassoi importanti per Fuchon all’Hotel Plaza Kuwait City.