Donne a Cesena. La fotografia della popolazione femminile

comune di Cesena logoCESENA – L’altra metà del cielo a Cesena è un po’ più della metà. Su 96.758 residenti al 31 dicembre 2015, la componente femminile è di 50.243 unità, pari al 51,9% del totale.

Il quartiere con il maggior numero di residenti donne è l’Oltresavio, con 9929 unità, pari al 52,3% del totale che è di 18968 abitanti. Ma, in percentuale, si registra una maggiore concentrazione femminile nel Fiorenzuola, dove le 5654 donne residenti rappresentano quasi il 53% della popolazione.

Da un punto di vista anagrafico, la fascia di età che registra il maggior numero di donne cesenati è quella fra i 40 e i 49 anni: sono poco meno di 8mila e rappresentano il 15,8% della popolazione femminile; a seguire la fascia di età fra i 50 e i 59 anni, con poco più di 7500 unità, pari al 15%. Ma vale la pena di segnalare che quasi il 2% delle cesenati ha più di 90 anni, e fra loro ci sono anche ben 21 ultracentenarie (gli uomini con più di 100 anni, invece, sono 8).

Anche fra gli immigrati la componente femminile è la più consistente: al 31 dicembre 2015, su 9070 stranieri iscritti all’Anagrafe, le donne erano 5023, pari al 55% del totale. Il gruppo di donne straniere più numeroso è quello delle rumene (980, mentre i connazionali uomini sono 517), seguito da quello delle albanesi (535 contro i 508 connazionali maschi) e da quello delle polacchi (438, mentre i connazionali uomini sono 130).

Centro Donna, un punto di riferimento per tutte le donne

Dal 1990 il Comune di Cesena ha messo a disposizione delle donne cesenati (e non solo) il Centro Donna, uno sportello che svolge molteplici funzioni di supporto e consulenza.

In particolare, oltre a essere un centro di documentazione, il Centro Donna offre informazione e orientamento sui temi lavoro, formazione, imprenditoria femminile, pari opportunità, diritti, salute, conciliazione dei tempi, volontariato, associazionismo, cultura e tempo libero.

Ma il Centro Donna funge anche da Sportello di primo ascolto di situazioni di disagio: lavorativo, economico, sociale, psicologico, sviluppatisi a livello personale o nelle dinamiche familiari e di coppia; e, in particolare, di primo ascolto di situazioni di maltrattamento e violenza sulle donne.

In questo ambito il Servizio si propone di ascoltare l’utente, di aiutarla a prendere consapevolezza e ad esplicitare il problema e il disagio relativo, a considerare e valutare le risorse personali e quelle dei servizi territoriali che possono rispondere o supportarne la risoluzione. Le operatrici si adoperano anche a prendere contatti con gli operatori degli altri servizi sociali opportuni alla situazione emersa, non solo illustrando il caso ma anche proponendo o partecipando alla realizzazione di incontri di equipe allargata.

Ad integrazione dello Sportello di ascolto, presso la sede è operativo anche il servizio gratuito di informazione giuridica, gestito da 4 avvocate. Questo servizio è attivo due volte alla settimana: il martedì mattina (dalle 9.30 alle 11.00) e il giovedì pomeriggio (dalle 15.30 alle 17.00), previo appuntamento, per informazioni in materia di diritto di famiglia (separazione, divorzio, doveri e diritti matrimoniali, regime patrimoniale, affido..). civile, penale (stalking, maltrattamento in ambito familiare, violenze, molestie ), del lavoro (discriminazioni, mobbing..)

Dall’aprile 2015, inoltre, grazie a un intervento di volontariato, è attivo un servizio di Counsellor della relazione di aiuto e di consulenza psicologica

Questi servizi sono dedicati alle donne che vivono situazioni di disagio personale, familiare e relazionale (anche grave, donne a rischio o già in situazione di violenza, maltrattamento e stalking), italiane o straniere, con o senza figli, residenti o domiciliate nel territorio della provincia di Forlì –Cesena.

I colloqui sono orientati a fornire supporto psicologico alle donne in situazioni di disagio esistenziale ( perdita del lavoro, abbandoni, separazioni, maltrattamenti, eccetera) e/o nei momenti di forte difficoltà emotiva (ansia, depressione, rabbia, sensi di colpa, vergogna, eccetera).

Il Centro collabora con l’Assessorato Politiche delle Differenze alla realizzazione di iniziative socio culturali aperte alla cittadinanza sui temi pari opportunità, violenza di genere, conciliazione dei tempi. Ha promosso la rete antiviolenza DO.MINO per il coinvolgimento dei servizi del pubblico e privato sociale, delle forze dell’ordine, dell’associazionismo in azioni di contrasto e prevenzione contro la violenza e il maltrattamento di genere.

In questa ottica di prevenzione e confronto con le nuove generazioni sui temi di riferimento del servizio, il Centro Donna sta realizzando anche interventi educativi nelle scuole su temi legati a: orientamento, superamento degli stereotipi legati al genere in merito ai percorsi formativi e alla ricerca lavorativa, valorizzazione delle differenze di genere, prevenzione nei confronti delle discriminazioni, della violenza di genere, di conoscenza dei diritti..

I numeri dell’attività del Centro Donna nel 2015

Nel corso del 2015 si sono registrati 1178 contatti con utenti e sono arrivate 219 richieste di appuntamento per la consulenza giuridica. Di queste 70 si riferivano a casi di separazione fortemente conflittuali, 40 a casi di maltrattamento, 23 a incuria, 9 a situazioni di stalking e 2 a mobbing sul lavoro.

Il servizio di supporto psicologico per donne vittime di maltrattamento ha seguito nel corso del 2015 29 donne, mentre nel 2016 sono già nove i casi seguiti.

Il servizio di orientamento al lavoro per casi di donne vittime di maltrattamento si è occupato di 12 casi, di cui 8 relativi a situazioni di maltrattamento, mentre in 2 casi si è resa necessaria l’ospitalità protetta in comunità per violenza/stalking.

Gli interventi nelle scuole per la prevenzione della violenza nelle relazioni ha visto nel primo semestre 2015 lo svolgimento di 49 incontri presso 5 scuole. L’atività è ripresa nell’anno scolastico 2015/2016 ed è tutt’ora in corso.

“Purtroppo – sottolineano il Sindaco Paolo Lucchi e l’Assessore alle Politiche per le Differenze Francesca Lucchi – Cesena non è immune dal terribile fenomeno della violenza contro le donne e, negli ultimi anni siamo stati sbigottiti testimoni di episodi tragici, in cui le vittime erano donne. L’ultimo solo nell’ottobre scorso, quando la giovane mamma Nadia Salami è stata uccisa dal marito praticamente davanti agli occhi dei figli piccoli. Per questo è necessario moltiplicare gli sforzi per difendere le donne coinvolte in situazioni di questo tipo, e in tale direzione ci siamo mossi, a cominciare dall’ampliamento dell’orario di apertura del Centro Donna, che ora offre i suoi servizi anche al sabato mattina. Dal giugno 2015, inoltre, è stata avviata un’attività di accompagnamento ai servizi territoriali di tutela svolta dalle operatrici del Centro Donna, che hanno già seguito 14 casi. E’ opportuno9 ricordare, infine, che è attiva una Linea telefonica h. 24 in convenzione con una Comunità, che mette a disposizione anche posti letto presso le sue strutture e quelle in rete del territorio per inserimenti di accoglienza abitativa in situazioni di emergenza, attraverso l’invio del Consultorio familiare della AUSL e dei Servizi Sociali Comunali, ma anche attraverso l’invio diretto del Pronto Soccorso della AUSL, Pronto Soccorso delle Forze dell’Ordine e dello stesso Centro Donna di Cesena”.