Disagio abitativo: la proprietà “indivisa”

Grilli, Tarasconi e Molinari Diventerà più facilmente “individuale”

EMILIA ROMAGNA – I consiglieri Pd Tarasconi e Molinari: “necessario allentare i vincoli della delibera regionale per agevolare i soci delle cooperative ad acquistare l’alloggio in cui vivono”

A seguito del periodo di grave crisi economica, per numerose società cooperative sono state avviate le procedure fallimentari con il rischio di lasciare senza alloggio centinaia di soci. “Tutto ciò significa – spiegano i consiglieri Pd Katia Tarasconi, prima firmataria della risoluzione, Gian Luigi Molinari e altri consiglieri regionali – che alcune cooperative di abitazione in grosse difficoltà o fallite sono destinate a sciogliersi e a cedere ai Comuni o ad Acer gli immobili, costringendo in alcuni casi i soci assegnatari a lasciare la casa in cui vivono”.

Davanti a questa eventualità, “occorre chiarire il ruolo della Regione nel caso delle procedure fallimentari delle società in questione”. “Abbiamo a cuore i temi del disagio abitativo uno dei quali derivante dai vincoli posti per la trasformazione della proprietà indivisa in proprietà individuale. Per questo motivo, proponiamo la revisione della delibera n. 35 del 2011”. I Consiglieri richiamano l’attenzione della Giunta sulle condizioni poste per la cessione in proprietà degli appartamenti da parte delle cooperative a proprietà indivisa ai propri soci.

Il procedimento, infatti, per gli immobili realizzati dopo il 1992 (L.179/92) rende attualmente possibile la cessione degli alloggi ai propri soci solo se l’intervento riguarda la vendita del 100% degli immobili di un blocco abitativo. “Superare tale requisito, consentendo invece l’alienazione di questi alloggi anche con una percentuale inferiore, per autorizzarne la trasformazione da proprietà indivisa in individuale – hanno sottolineato Tarasconi e Molinari – consentirebbe di velocizzare i tempi, facilitare l’acquisto dell’immobile in cui i soci vivono e risolvere i problemi di bilancio delle società in difficoltà, permettendo il pagamento dei creditori, dei soci e dei dipendenti che sono da mesi in attesa di risposte definitive”.

Secondo i consiglieri “urge quindi evitare che i soci delle cooperative, dopo aver fatto un investimento economico per avere in assegnazione una casa, si ritrovino in un limbo di incertezze nel caso in cui esse si sciolgano”. “Riteniamo – hanno infine osservato – che sia arrivato il momento di ripensare alla delibera n. 35 del 2011 per agevolare la trasformazione delle proprietà indivise in proprietà individuali dando un beneficio alle persone, ma anche alla Regione Emilia-Romagna”.