“Dai martiri del 7 luglio un testimone che dobbiamo tenere ben saldo”

DSCF0987REGGIO EMILIA – “Attualizzare il messaggio dei Martiri del 7 luglio e il tema dei corsi e dei ricorsi storici, di cui apprendiamo spesso solo i corsi senza trarre l’insegnamento che si dovrebbe dalla storia che abbiamo vissuto, perché il tema delle libertà è purtroppo ancora da consolidare in tanti angoli del mondo”. E’ uno dei passaggi del discorso del presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giammaria Manghi, questa sera in occasione delle celebrazioni dei fatti del 7 luglio 1960.

“La libertà di espressione, di opinione, di democrazia – ha proseguito Manghi – Dacca recentemente e prima ancora Istanbul, Bruxelles e Parigi: c’è ancora chi perde la vita in modoMartiri del 7 luglio immotivato perché si trova in un luogo di aggregazione, a trascorrere il suo tempo libero, oppure perché in viaggio per motivi di lavoro o familiari”.

C’è, dunque, un “intimo collegamento a 56 anni dal 7 luglio rispetto al tema delle libertà, allora la libertà di esprimere legittimamente la propria opinione, perché oggi purtroppo c’è ancora chi muore per il suo credo religioso, per come si veste o perché ha espresso una parola che ha infastidito qualcuno, come è capitato recentemente a 9 italiani”.

Allora “il sacrificio di Lauro, Ovidio, Emilio, Marino e Afro deve guidarci tuttora nella consapevolezza che ci hanno passato un testimone che dobbiamo tenere ben saldo in un mondo che, drammaticamente, non ha ancora la maturità per raccogliere quella eredità”, ha concluso il presidente Manghi ribadendo la “necessità del nostro impegno ad essere oggi qui, anche come istituzioni, per ricordare che quel 7 luglio è ascritto pienamente nella storia antropologica di noi reggiani e di noi italiani”.