Continua il calo di incidenti sulle strade del riminese

Nel 2016 registrati 1833 sinistri, il 30% in meno rispetto al 2000

_palazzo-del-municipio-riminiRIMINI – Scende ancora il numero degli incidenti stradali sulle strade riminesi, cala il numero dei feriti e dei morti, ma soprattutto scende il tasso di gravità che da 0,47 del 2015 passa allo 0,39.

E’ quanto emerge dai dati provvisori elaborati dall’Ufficio statistica del Comune di Rimini sugli incidenti registrati e rilevati da Polizia municipale e Polizia stradale sulle strade riminesi nel 2016. Dati che continuano a scendere nel confronto coi dati consolidati degli scorsi anni, passando dai 2.585 del 2000 ai 1.833 incidenti stradali del 2016. In calo il numero dei feriti, che con 1.267 conferma il trend in discesa degli scorsi anni (furono 1.544 nel 2013, 1.268 nel 2014, 1.264 nel 2015), così come, seppur leggermente calano i decessi che da 6 dello scorso anno scendono a 5.

“Numeri che leggiamo con speranza ma che non ci accontentano – ha commentato l’assessore Jamil Sadegholvaad che oltre alla Sicurezza ha la delega ai Lavori pubblici –. Troppo è ancora il dolore che dagli incidenti stradali nasce sulle nostre strade accanto ad un costo sociale non più accettabile. Tutte ragioni che ci spingono nel perseguire su un duplice binario: quello del miglioramento della nostra rete infrastrutturale, continuando a investire sul fronte della sicurezza delle nostre strade, e quello non secondario del presidio costante della Polizia Municipale e dei controlli che il nostro corpo insieme alle altre forze preposte effettuano giornalmente sulle nostre strade. I controlli e il presidio del territorio sono dei forti deterrenti e dunque strumenti fondamentali per impedire comportamenti scorretti alla guida e dunque potenziali pericoli per gli automobilisti e gli utenti deboli della strada. I dati confermano come la velocità sia, con quasi il 20% per cento una delle maggiori cause degli incidenti stradali nel territorio riminese, ancora troppo presente sulle nostre strade e di come sia necessario intervenire per abbassarla specie nei tratti urbani. E’ per questo che continueremo ad investire nelle infrastrutture della viabilità non solo coi proventi delle sanzioni legate al codice della strada – nel 2015 abbiamo investito l’87,23% dell’ammontare totale delle multe per la manutenzione delle strade e al miglioramento della sicurezza stradale anziché il 50% come fissa la legge – ma anche con progetti a favore della costituzione di zone 30 come “Sicuri in bici e collegati alla città”. Un progetto d’ampio respiro – 1.650.000 euro il costo previsto – per lo sviluppo della mobilità sostenibile nel tragitto casa – scuola e casa – lavoro in cui, accanto alla realizzazione di due importanti percorsi ciclopedonali protetto (statale 16 – Villaggio San Martino e lungo la via Flaminia e via XX Settembre dal centro Studi al Centro Storico), è prevista la nascita di due “Zone 30” contigue all’arteria della via Flaminia che, non a caso, continua ad essere anche nel 2016 la strada più incidentata di tutto il territorio comunale (113 furono gli incidenti nel 2015 con 96 feriti, 110 e 87 feriti quelli registrati nel 2016).

Infrastrutture e controlli. Non secondario è il ruolo del presidio costante della Polizia Municipale e dei controlli aggiunge l’assessore Sadegholvaad – che il nostro corpo insieme alle altre forze preposte effettuano giornalmente sulle nostre strade. I controlli e il presidio del territorio sono dei forti deterrenti e dunque strumenti fondamentali per impedire comportamenti scorretti alla guida e dunque potenziali pericoli per gli automobilisti e gli utenti deboli della strada. I comportamenti scorretti al volante, anche quelli apparentemente di poco conto, sono l’unica vera causa di una piaga che, seppur in forte ridimensionamento rispetto a quindici anni fa, resta un peso per la comunità e su cui non abbiamo alcuna intenzione di allentare l’attenzione. La statistica, in questo senso, ci permette di guardare al molto fatto in questi anni, e al dolore risparmiato a centinaia di famiglie e alla comunità intera, ma è uno stimolo a operare ancora con più forza nel futuro, per vedere ancora più diminuire i numeri in quelle colonne.”