“A Cesena la pressione tributaria più bassa fra i capoluoghi dell’Emilia – Romagna”

comune-cesenaCESENA – Il Sindaco di Cesena Paolo Lucchi e il Vicesindaco Carlo Battistini:

“A Cesena la pressione tributaria più bassa fra i capoluoghi dell’Emilia – Romagna.

Un risultato ottenuto grazie a un severo controllo delle spese amministrative e gestionali, a fronte di una diminuzione del 3,1% delle entrate correnti, determinato dalla riduzione dei tributi e delle rette per i servizi”

Nei giorni scorsi sono stati pubblicati sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze, i dati relativi al gettito IMU dell’anno 2016.

Dalla loro lettura risulta confermato per la nostra città quanto già evidenziato dal Rendiconto 2016 approvato in Consiglio Comunale lo scorso 27 aprile: la pressione tributaria comunale a Cesena è tra le più basse.

Per averne conferma basta consultare i dati contenuti anche sul portale “finanze” della Regione Emilia-Romagna che, per il 2015 (ultimo anno disponibile per il confronto), indica la nostra pressione tributaria complessiva pro capite come la più bassa tra i comuni capoluogo. Il dato (che si ottiene dividendo il totale delle entrate tributarie per il numero dei cittadini residenti), è infatti il seguente:

Cesena € 624,85 (pressione tributaria pro capite)

Reggio Emilia € 728,72

Forlì € 737,76

Ravenna € 750,95

Piacenza € 755,94

Modena € 779,02

Parma € 782,88

Rimini € 817,04

Ferrara € 855,09

Bologna € 973,27

I dati del MEF, invece, sono relativi alla sola IMU versata dai contribuenti nel 2016 e fanno riferimento al gettito complessivo IMU che, per Cesena, è stato di 28.805.111 euro (versato dai 28.287 contribuenti della nostra città). Dunque il gettito medio per contribuente in Emilia-Romagna nel 2016 è stato il seguente:

Ravenna € 888

Cesena € 1.018

Piacenza € 1.092

Forlì € 1.147

Rimini € 1.173

Ferrara € 1.177

Reggio Emilia € 1.178

Modena € 1.289

Parma € 1.306

Bologna € 1.816

Rispetto alla pressione tributaria complessiva (che comprende tutti i tributi comunali quali IMU, TASI, TARI, addizionale IRPEF), il dato del gettito medio IMU è quello che più consente di misurare la pressione verso le imprese.

In complesso, il Comune di Cesena ha avuto una riduzione delle entrate correnti (nel 2016 rispetto al 2015) del 3,1%, non solo per il calo dei tributi, ma anche per la diminuzione delle rette per i servizi alle famiglie. Una analisi dell’ANCI riporta come a livello nazionale la riduzione di entrate sia stata notevolmente inferiore, pari all’1,4%.

Le principali variazioni intervenute sui tributi comunali, sono state quelle relative alla esenzione dall’IMU per i coltivatori diretti nei comuni montani, con le ripetute successive modificazioni; alla riduzione delle rendite catastali per le aree dei fabbricati produttivi occupate dai macchinari; alla esenzione per i fabbricati rurali strumentali; alla riduzione della base imponibile dell’IMU al 50% per gli immobili concessi in comodato ai parenti di primo grado; alla esenzione dall’IMU per gli immobili di cooperative edilizie a proprietà indivisa; alla riduzione del 25% dell’IMU per gli immobili locati a canone concordato; l’esenzione per l’abitazione principale dalla TASI.

La TARI, il tributo versato dai cittadini a fronte del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti e della pulizia delle strade, ha avuto un lieve incremento (+1,78%), dovuto ai maggiori costi di ampliamento della raccolta differenziata, in gran parte però calmierati dai primi recuperi ottenuti dalla differenziazione.

In sintesi – considerando la riduzione complessiva di entrate tributarie, la diminuzione per le entrate del canone per l’occupazione di suolo pubblico, a seguito della nuova esenzione introdotta per i Pubblici Esercizi aderenti al progetto di informazione turistica diffusa, a cui va sommata la riduzione di quella per i bar e ristoranti “slot free”, il calo del 13,8% delle rette alle famiglie (nidi, scuole materne e mense) – dunque, nel 2016 la riduzione di risorse versate al Comune da cittadini, famiglie e imprese, è stata di oltre 11 milioni di euro.

Come siamo quindi riuscito a mantenere una limitata pressione tributaria così bassa rispetto agli altri Comuni? Soprattutto grazie alla scelta di mettere sotto controllo la spesa del Comune, in particolare quella amministrativa e gestionale, senza toccare invece la spesa per i servizi.

Infatti, l’Amministrazione comunale di Cesena, con il contributo fondamentale dei suoi dipendenti, è riuscita a far calare i costi per consumi energetici e di gestione calore, diminuendo la spesa per il personale (-2,17%) e risparmiando per le forniture e gli acquisti.

Anche la spesa per gli oneri finanziari continua a scendere, e nel 2016 si è attestata a 3.780.000 euro (erano 10.952.000 euro nel 2009). Ciò soprattutto grazie al fatto che il debito residuo dei prestiti ammonti oggi a 18.000.000 di euro, con un debito pro capite, dunque, di 186 euro, uno dei più bassi in Italia (come si evince anche dal peso degli oneri finanziari sul totale della spesa corrente, che è del 4,7% rispetto alla media nazionale del 12%).

Già nel 2015 eravamo il secondo tra i Comuni capoluogo della Regione per il debito pro capite più basso.

Se poi si considera che a Cesena è stato approvato il “ravvedimento lungo”, per consentire a chi si trova in difficoltà di poter comunque adempiere ai propri obblighi tributari; che è stata introdotta la “diffida amministrativa” per consentire alle imprese di correggere eventuali errori amministrativi senza vedersi comminata alcuna sanzione; che è operante un continuo lavoro di controllo per lottare contro l’evasione, fattore di distorsione della concorrenza; che i fornitori del Comune nel 2016 sono stati pagati con un tempo medio di 21,37 giorni; che da un triennio sono stati introdotti bandi per erogare contributi alle nuove imprese che assumono e per la no tax area (grazie ai quali sono state create 412 nuove imprese ed assunte 379 persone), possiamo forse confermare come tutto ciò sia stato fatto anche cercando di creare alcuni fattori di maggior competitività delle nostre imprese.

Molto resta da fare, lo sappiamo bene, ma anche grazie al contributo di innovazione garantito dal costante rapporto con i Quartieri, le Associazioni d’impresa, i Sindacati dei lavoratori, l’impegno garantito dal Consiglio comunale, siamo certi che questo spirito d’innovazione positiva – che ha anche lo scopo di riavvicinare i cittadini ad una pubblica amministrazione doverosamente più efficiente ed efficace – non subirà rallentamenti.”