Bologna, le serrande decorate non sono pubblicità

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La Giunta approva le modifiche al regolamento sull’imposta di pubblicità ed a quello sulle insegne e sugli altri mezzi pubblicitari

BOLOGNA – La Giunta ha approvato, nella seduta di martedì, una delibera che chiarisce la posizione dell’Amministrazione comunale in tema di applicazione dei regolamenti “per l’applicazione dell’imposta sulla pubblicità e per l’effettuazione del servizio delle pubbliche affissioni” e “per la collocazione delle insegne di esercizio, dei cartelli pubblicitari, delle tende solari, degli altri mezzi pubblicitari”.

Di recente erano infatti emersi dubbi, nei casi di utilizzo della serranda come superficie per disegni o decorazioni, visibili al pubblico nei momenti di chiusura dell’esercizio commerciale, sull’identificazione di essi come messaggi pubblicitari soggetti all’imposta comunale sulla pubblicità.

Con questa delibera l’Amministrazione intende chiarire che le serrande non rientrano di per sé tra i mezzi pubblicitari, e pertanto non si applica l’imposta di pubblicità in caso di decorazioni o disegni o altri tipi di illustrazioni diverse da loghi, nomi o scritte riconducibili al concetto di insegna o messaggio pubblicitario.

“Abbiamo preso una decisione di buon senso – dichiarano la vicesindaco Silvia Giannini e Matteo Lepore, assessore Economia e promozione della Città – un’opera d’arte sopra una serranda di un negozio non è una pubblicità. Ora partiranno una serie di progetti speciali per coordinare la valorizzazione di alcune zone in accordo con i commercianti e gli artigiani del posto. Partiamo dalla Bolognina”.