Bologna: Bilancio Ambientale preventivo 2017, il consumo di suolo tra gli indicatori

Al via l’iter per l’approvazione del documento in Consiglio comunale

Comune di BolognaBOLOGNA – Mettere a dimora 1.500 nuovi alberi in cinque anni, arrivare al 65% di raccolta differenziata dei rifiuti in città e ridurre le emissioni nocive nell’aria. E ancora, ridurre le perdite sulla rete idrica e diminuire del 6% i consumi di energia per uso domestico.

Sono alcuni degli obiettivi per la tutela dell’ambiente che l’Amministrazione comunale punta a raggiungere durante il mandato e che sono riportati nel Bilancio Ambientale preventivo 2017 licenziato dalla Giunta nella riunione di martedì scorso su proposta dell’assessore all’urbanistica e ambiente, Valentina Orioli.

Il documento ora inizia l’iter di discussione che lo porterà all’approvazione da parte del Consiglio comunale.

Il Bilancio Ambientale è uno strumento volontario di trasparenza che il Comune ha deciso di adottare dal 2003. L’obiettivo è di pianificare e rendicontare le risorse ambientali che, a differenza di quelle economiche, non sono disciplinate da normative nazionali o regionali.

Il primo Bilancio Ambientale di questo mandato contiene alcuni cambiamenti rispetto al passato, legati ai nuovi obiettivi che l’Amministrazione si impegna a raggiungere entro il 2021. Novità assoluta, il nuovo indicatore per consumo di suolo. Inoltre il Bilancio Ambientale sarà declinato per Quartieri, per monitorare meglio i diversi progetti concentrati sulle periferie e per seguire da vicino alcuni temi della trasformazione del territorio coerenti con le linee di mandato.

Le azioni previste nel 2017 per il raggiungimento dei target riguardano quelle macroaree il cui monitoraggio è fondamentale per definire la qualità ambientale dell’ecosistema, e sulle quali si può intervenire con azioni per il raggiungimento degli obiettivi fissati dalla normativa nazionale e dai Piani e Programmi approvati dal Comune di Bologna.

Il Bilancio Ambientale di Bologna è basato sul metodo ecoBUDGET, uno strumento di gestione ambientale sviluppato da ICLEI nel 1987 appositamente per le autorità locali, sperimentato dapprima in Germania (1996) e successivamente anche in diversi paesi europei con il progetto LIFE “European ecoBUDGET”, di cui Bologna è stata partner, e che a conclusione è diventato uno strumento utilizzato stabilmente dell’amministrazione comunale. Con ecoBUDGET l’Ente locale dà conto dei propri impegni ambientali attraverso un processo di individuazione di indicatori fisici sullo stato dell’ambiente e sui risultati delle politiche, esplicitazione di politiche e azioni ambientali dell’amministrazione e individuazione degli effetti che tali politiche e azioni hanno determinato.

Le priorità: qualità dell’aria e raccolta differenziata dei rifiuti
Aria e rifiuti sono gli ambiti la cui analisi è considerata prioritaria dall’amministrazione per la redazione del Bilancio Ambientale. Le azioni per il raggiungimento degli obiettivi che la Giunta propone al Consiglio comunale riguardano principalmente il miglioramento del trasporto pubblico locale, la mobilità ciclo-pedonale urbana con la realizzazione di 5,6 km di nuove piste ciclabili e i percorsi sicuri casa-scuola, con nuovi attraversamenti pedonali semaforizzati.

E ancora, il rinnovo del parco veicolare comunale (attualmente il 12,1% dei mezzi è alimentato con carburanti a basso impatto ambientale o nullo), promozione mobilità con veicoli a trazione elettrica, interventi di Mobility Management, pedonalizzazioni e interventi di messa in sicurezza della rete stradale, sistemi telematici a supporto della mobilità e limitazioni alla circolazione del traffico privato nel centro abitato. Tra gli obiettivi, costituire un Forum Permanente della Mobilità per l’ascolto dei cittadini e definire il nuovo Piano generale del traffico urbano (Pgtu) di Bologna, declinato secondo gli obiettivi metropolitani del Piano Urbano Mobilità Sostenibile (Pums), di futura approvazione, che porti alla riduzione del 20% dei flussi di traffico nei centri abitati entro il 2020 e alla riduzione delle emissioni di gas serra di almeno il 40%, entro il 2030.

Per quanto riguarda le materie prime, l’indicatore analizzato è la raccolta differenziata che dovrà raggiungere il 65% nel 2021, con azioni di miglioramento e incremento degli attuali servizi di raccolta.