Assemblea d’istituto dell’Ulivi incentrata sul tema delle droghe

PARMA –  “No a qualsiasi tipo di dipendenza, sia essa Assemblea d'istituto dell'Ulivi incentrata sul tema delle drogheda droghe leggere o pesanti, sintetiche o alcool, ma anche tabacco: è questo il messaggio lanciato da don Luigi Valentini, direttore della Comunità Betania, all’assemblea di istituto del liceo scientifico Ulivi che si è svolta ieri mattina al cinema d’Azeglio, alla presenza del sindaco Federico Pizzarotti della direttrice del Sert – Servizio dipendenze patologiche – dottoressa Maria Caterina Antonioni e moderata dal dirigente scolastico dell’Ulivi Giovanni Brunazzi. Cinema d’Azieglio gremito per assistere all’incontro promosso dai rappresentati di istituto: Damiano Bertè, Alberto Salvi, Martina Ferrante e Gianluca Zanacca.

Dire no alle dipendenze significa puntare sulle proprie potenzialità, sulla propria libertà, significa essere emancipati e padroni di se stessi: lo ha ribadito il sindaco Federico Pizzarotti che ha fatto riferimento alla propria posizione in merito alla proposta di legge presentata in parlamento circa la legalizzazione delle droghe leggere. “Sono convinto – ha detto il primo cittadino – che una regolamentazione più precisa della materia, che vada nel senso della liberalizzazione delle droghe leggere rappresenterebbe un passo positivo in tema di controllo di un mercato oggi in mano alla mafie, ma anche in tema di controllo delle sostanze immesse sul mercato, oltre che costituire uno strumento importante in tema di legalità”.

Don Luigi Valentini, nel rispondere ad una domanda dei giovani presenti, ha fatto un esempio particolarmente significativo in merito all’convegno drogheabuso di alcool puntando dritto al cuore dei ragazzi, alla loro coscienza. “Nella Bibbia – ha spiegato – il vino viene citato spesso, con una connotazione positiva: farne uso in modo moderato è utile, il vino è collegato al tema della festa, abusarne è un’altra cosa. Il principio attivo del vino ha, quindi, una connotazione positiva, in senso stretto. Per quanto attiene le droghe leggere, in esse è presente un principio attivo negativo che porta alla dipendenza, che ha in sé qualcosa di rischioso e tradisce l’incapacità ad affrontare in modo autonomo la vita stessa”. Un invito, quindi, ad aprire gli occhi a guardare a qualsiasi dipendenza come un limite alla propria libertà, cosa che può configurarsi anche attraverso la dipendenza da gioco, da internet, dall’uso dei telefonini. Don Luigi ha invitato i giovani a porsi delle domande a fare comunità ad interagire con chi li circonda.

Maria Cristina Antonioni ha parlato del Sert delle sue finalità: legate alla prevenzione, alla diagnosi ed alla cura di persone che presentano dipendenze attraverso un gruppo di specialisti che comprendono medici, psicologi, psichiatri, assistenti sociali ed educatori che operano, fra loro, in sinergia. Ha fatto riferimento al Servizio “Mondo Teen” rivolto ai giovai tra i 15 e 22 anni con problemi di dipendenza. Ha citato lo scienziato statunitense Alexander Schuldig: “Ho provato tutte le sostanze, bevo poco e fumavo. Quando mi sono accorto che mi davano dipendenza ho smesso perché il prezzo di essere schiavi è inaccettabilmente alto”.

L’assemblea è stata contraddistinta da un lungo dibattito in cui i relatori hanno portato le loro testimonianze volte a riflettere e approfondire un tema di grande attualità per gli adolescenti come quello delle droghe e della dipendenza ad esse connesso.