Area Vasta: Piacenza e Parma vogliono anche Reggio

Consiglio_16_maggio_2016xwebL’ambito ottimale è quello di tutte e tre le Province emiliane: è stato scritto esplicitamente nell’Accordo quadro approvato oggi dal Consiglio Provinciale di Parma, che segue un analogo pronunciamento del Consiglio di Piacenza. Unanimità dei consensi anche sulle convenzioni per l’assistenza tecnica ai Comuni in materia di difesa del suolo e funghi

PARMA – E’ stato messo nero su bianco: la futura Area vasta emiliana vede come ambito ottimale di realizzazione le Province di Piacenza, Parma e Reggio Emilia. E’ quanto si legge nell’incipit dell’Accordo quadro per la gestione associata di funzioni e di servizi nonché per la gestione coordinata di attività approvato in una precedente seduta e modificato oggi dal Consiglio Provinciale di Parma, che segue un analogo pronunciamento del Consiglio Provinciale di Piacenza. Oltre a questa precisazione, è stato inserito in premessa che l’Accordo ha carattere sperimentale e sono stati aggiunti alcuni elementi tecnici, come la riduzione del personale dirigente dei due enti. Il testo è stato approvato all’unanimità.

La seduta si era aperta con un’interrogazione di Conti circa l’ipotesi della chiusura della “guardia medica“ da mezzanotte alle 8 del mattino, che scaricherebbe l’assistenza notturna sul 118, e secondo lui avrebbe conseguenze gravi soprattutto per i piccoli centri, con altri costi umani, sociali ed economici. Conti ha chiesto che vengano segnalati questi pericoli alla Direzione generale Ausl e ai Comitati di Distretto. Il presidente Fritelli si è riservato un approfondimento in sede di Ctss (la Conferenza territoriale Socio Sanitaria, di cui la Provincia fa parte), coi Direttori delle Aziende sanitarie e i Comitati di Distretto.

Cantoni è poi intervenuto sulla situazione dell’Ente: “Il dimezzamento del personale rende più difficile dare risposte ai Comuni che si riferivano alla Provincia per numerose questioni; a questo si aggiunge che la Regione ora demanda direttamente ai Comuni alcune materie, come i Piani di Sviluppo rurale, a cui spesso non sono grado di far fronte per mancanza di esperienza e di personale. E non c’è certezza sulla definizione delle deleghe regionali e su quello che avverrà alla fine del percorso di riordino istituzionale. Occorre capire come la Provincia possa riuscire a supportare i Comuni, soprattutto i più piccoli, in questi ultimi sei mesi di mandato provinciale.”

Il Presidente Fritelli rileva che la Regione, che è diventata soggetto gestore diretto per alcune materie, riesce con più fatica ad essere incisiva sul territorio. Ringrazia il personale della Provincia “che sta mettendo tutte le proprie risorse per sopperire alle carenze di risorse e normative, fornendo un aiuto straordinario; diversamente i servizi al territorio si sarebbero bloccati. “

Bianchi aggiunge che al riordino territoriale devono collaborare anche i Comuni, che dovrebbero lavorare di più insieme: “Se tutto cambia, deve cambiare anche la loro organizzazione; la Provincia non è più quella di prima e bisogna farci i conti.”

Le due delibere successive, entrambe approvate all’unanimità hanno riguardato proprio il supporto della Provincia ai Comuni.
Il primo è stato lo schema di accordo tra la Provincia di Parma e l’Unione Montana Appennino Parma Est per la collaborazione e l’assistenza tecnica in materia di tutela e valorizzazione del territorio, vincolo idrogeologico e difesa del suolo, illustrata dal dott. Ruffini. Si tratta di temi complessi, che le piccole realtà come i Comuni di montagna faticherebbero a fronteggiare, e che la Provincia invece tratta con successo da anni; l’accordo prevede un contributo a favore della Provincia.
Quindi è stata approvato all’unanimità lo schema di Convenzione tra la Provincia di Parma ed i Comuni di Busseto, Collecchio, Colorno, Felino, Fidenza, Fontanellato, Fontevivo, Mezzani, Montechiarugolo, Noceto, Parma, Polesine-Zibello, Roccabianca, Sala Baganza, Salsomaggiore Terme, San Secondo, Sissa-Trecasali, Soragna, Sorbolo, Torrile, Traversetolo per la gestione della raccolta dei funghi epigei, relatore Cantoni. “Da aprile a giugno è il periodo dei prugnoli e di tanti altri funghi, che si raccolgono anche in pianura – ha spiegato Cantoni – La normativa prevede l’obbligo dei tesserini per chi li raccoglie e la Regione ha demandato la pratica ai Comuni; ora i Comuni della Bassa possono convenzionarsi con la Provincia, che si è sempre occupata della materia.”

Approvata a pieno voti anche la delibera sulle controdeduzioni alle riserve e alle osservazioni sulla Variante specifica di aggiornamento della cartografia del Dissesto del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) della Provincia di Parma, anche questa illustrata da Ruffini.
Si è trattato di un passaggio tecnico, il penultimo, dopo che la Regione aveva espresso pieno apprezzamento del lavoro svolto dalla Provincia e non aveva fatto osservazioni, e dopo che si sono valutate le due osservazioni giunte dai Comuni; ora la palla passa all’Assemblea Regionale e all’Autorità di Bacino.