Anatomia e ostetricia: pratica e rappresentazione nel corso dei secoli

Conferenza correlata alla Mostra “IL CORPO SVELATO” giovedì 13 ottobre

FERRARA – Prosegue il ciclo di conferenze correlate alla Mostra “IL CORPO SVELATO. Arte, Anatomia e Ostetricia nella ceroplastica del ‘700”, organizzata dal Sistema Museale di Ateneo e curata dai Professori Silvano Capitani e Marco Bresadola dell’Università di Ferrara, aperta fino all’11 novembre.

Il secondo appuntamento si terrà giovedì 13 ottobre alle ore 17, in Aula 1A di Palazzo Turchi di Bagno (c. so Ercole I d’Este, 32), sul tema “Anatomia e Ostetricia: pratica e rappresentazione nel corso dei secoli”.

Aprirà la conferenza Silvano Capitani, Professore Ordinario di Anatomia Umana di Unife, Direttore del Museo “G. Tumiati” e membro del Consiglio di gestione del Sistema Museale di Ateneo (SMA), che intratterrà il pubblico sul tema “Le raffigurazioni dell’anatomia femminile nel corso della storia”,

“La storia dell’iconografia anatomica relativa all’apparato riproduttivo femminile –racconta Capitani – è una testimonianza delle vicende che hanno condizionato l’approccio ad un territorio proibito, oscurato da ammonimenti moralistici e controllato dalle cautele del riserbo e del pudore. Il connubio fra arte e scienza risalente al primo cinquecento ha dato l’avvio ad una rappresentazione sempre più fedele dell’anatomia della donna, mettendo in discussione la visione del corpo femminile affermata nell’antichità. Viene così infranto il dogma galenico e si assegna alla scienza e all’osservazione diretta e oggettiva il compito di descrivere con fedeltà gli organi dell’apparato riproduttivo femminile, con atteggiamenti e metodi che si accompagneranno all’affermarsi del mutamento dalla condizione della donna nel corso dell’età moderna.

Seguirà il contributo di Fortunato Vesce, già docente di Ginecologia e Ostetricia presso l’Università di Ferrara, sul tema “L’evoluzione dell’ostetricia nei secoli”.
Spiega Vesce: “Il progresso dell’ostetricia poggia su quattro capisaldi: il taglio cesareo, il forcipe, la cardio-toco-grafia e l’ecografia. In epoca romana il taglio cesareo era obbligatorio su donna morta, per evitare di seppellire con lei anche il feto eventualmente ancora vivo. Il forcipe, già noto agli Arabi fin dall’anno mille, e ancor prima ai Romani, entrò in uso solo nel 1572, 17 anni dopo la pubblicazione del trattato di anatomia del Vesalio. L’ostetricia moderna ha avuto inizio negli anni 70 del secolo scorso con la cardiotocografia e l’ecografia. Parallelamente lo sviluppo della biochimica e della fisiopatologia ha identificato nell’infiammazione la causa più importante degli insuccessi della gravidanza. Questi concetti però non sono ancora stati digeriti dalla maggior parte degli ostetrici, e molto tempo sarà necessario affinché tutte le donne possano trarne giovamento. La rappresentazione delle strutture e delle funzioni riveste tuttora grande importanza per il progresso della conoscenza. In un’epoca in cui tutto è già stato rappresentato a livello macroscopico, tutto ancora resta da rappresentare a livello microscopico”.