Aemilia, Provincia e 5 Comuni ammessi parte civile

REGGIO EMILIA – La Provincia di Reggio Emilia è stata ammessa dal giudice dell’udienza preliminare Francesco Zavaglia come parte civile al maxiprocesso Aemilia, in corso da mercoledì nell’aula predisposta ad hoc in un padiglione delle Fiere di Bologna. L’istanza – decisa su mandato dell’Assemblea dei sindaci reggiani del 31 gennaio scorso e presentata dall’avvocato Salvatore Tesoriero del Foro di Bologna e dal legale della Provincia Alessandro Merlo – è stata accolta per tutti i procedimenti relativi ai reati di associazione a delinquere di stampo mafioso e di concorso esterno. Insieme alla Provincia di Reggio Emilia sono stati ammessi come parte civile anche i Comuni di Bibbiano, Brescello, Gualtieri, Montecchio e Reggiolo, oltre a quello capoluogo e alla Regione Emilia-Romagna, promotori di analoga, ma distinta iniziativa.

“Accogliamo con soddisfazione la decisione del giudice che riconosce la legittimità della nostra richiesta, volta in particolare a ribadire l’impegno delle istituzioni nel rifiutare e contrastare qualsivoglia forma di prevaricazione e di infiltrazione da parte della criminalità organizzata – commentano il presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giammaria Manghi, e i cinque sindaci – Le eccezioni sollevate da una cinquantina di difensori contro le numerose richieste di costituzione di parte civile per genericità e mancanza di collegamenti territoriali, non sono state accolte dal giudice, che ha confermato la fondatezza del nostro diritto, per tutti i reati commessi sui rispettivi territori, a tutelare le comunità che rappresentiamo e che riteniamo offese e danneggiate da chi cerca di radicare nella nostra provincia metodi e mentalità che non ci appartengono. La nostra presenza al processo sarà anche un modo ulteriore, specie alla luce delle minacce di cui abbiamo letto in questi giorni, per ribadire la vicinanza e il pieno appoggio delle istituzioni ai cittadini in questa lotta comune che deve vederci tutti uniti nel combattere ed estirpare ogni forma di insediamento mafioso”.